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Santorini mon amour

10 Set

Viaggiare nella vita abbiamo viaggiato. Americhe, Africa, Oceania, Asia gli altri continenti almeno in parte li abbiamo toccati tutti.

Ma un’isola così spettacolare non ce la ricordiamo.


Santorni ti lascia senza fiato. Non scherziamo.  E’ davvero così.

Immaginatevi un’isola a mezzaluna, che si percorre in macchina in meno di tre ore da Sud a Nord, che da un capo vedi l’altro.

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Immaginatevi che innanzi a voi potete ammirare in tutto il suo splendore la caldera del vulcano e qualche altra piccola isoletta.

Immaginatevi paesini bianchi e luccicanti dalle pareti arrotondate appollaiati sulle scogliere a picco.

Immaginatevi una storia che parla di miti e una lingua antica che ti saluta al mattino dicendoti: “kalimera”.

Immaginatevi rocce nere, bianche e rosse da toccare e l’odore, ovunque, del mediterraneo.

Immaginatevi un cibo corposo fatto di creme e verdure freschissime condito con un formaggio bianco dal nome feta e pesce per tutti i gusti.

Immaginatevi vigne arrotolate, basse e intricate che producono un vino dal gusto intenso e profondo.
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E nonostante tutto questo immaginare ancora sarete lontani da ciò da cui i vostri sensi saranno invasi quando metterete piede su quest’isola.

Come muoversi:

Santorini dopo l’eruzione vulcanica del 1600 che ha inabissato parte dell’isola può essere considerato un piccolo arcipelago composto, oltre che da Santorini stessa, da altre quattro isole: Therasia anch’essa abitata, Aspronisi un grosso scoglio, Palea Kameni che ospita le sorgenti termali e Nea Kameni l’isola vulcanica più recente che contiene un vulcano ancora attivo. Tutte le isole sono raggiungibili con tour in giornata che partono dal molo turistico di Fira detto Fira Skala.

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L’isola di Santorini ha una superficie di quasi 80 Kilometri quadrati, il miglior modo per visitarla in totale libertà è dotarsi di un mezzo autonomo. Si può scegliere fra lo scooter, il quad oppure la macchina. Noi abbiamo scelto la macchina a noleggio ed in particolare una cabrio, l’ideale per le ore più calde anche se a Santorini soffia quasi sempre un vento imponente. Sull’isola gli autonoleggi sono numerosi, ci si può affidare al proprio hotel oppure prenotare in autonomia anche da casa grazie ad internet.
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punti panoramici secondo noi da non perdere sono:

Monte Profitis Ilias che coi suoi 576 metri d’altezza domina tutta l’isola

– Il faro di Cape Akrotiri che permette di avere una visuale su Aspronisi, palia Kameni e Nea Kameni

– la strada principale che da Fira porta ad Oia innalzata sul livello del mare

Allora? C’è bisogno di aggiugere altro per indurvi a metterla in programma come una delle prossime mete?

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In partenza per Santorini

6 Set

Uno dei film che ogni anno guardo e riguardo è “che ne sarà di noi” un film sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, un film sul cambiamento e sulle scelte. Questo film è ambientato in un isola che sembra magica, dominata da un mulino a vento in cima ad una scogliera bianca. “In un Paese antico un ragazzo cammina in salita” così recita la voce fuori campo a pochi minuti dalla fine.

Che Santo è Santo Rini?” è invece una delle frasi che ogni volta mi fa più sorridere.

E così tra una replica e l’altra ho sempre sperato di poter esserci anch’io fra quelle casette dal tetto blu a guardare uno dei tramonti che dicono essere i più belli al mondo (wow ma sarà vero??? sembra un’esagerazione, no???? però guardate qui sotto, forse è veroooooo!!!)

Bene, stasera questo sogno diventa realtà! Grazie al contest #whysantorini , di cui vi abbiamo parlato qui a Giugno, passeremo il week end in questa isola delle Cicladi a festeggiare, pensate un po’, l’anniversario di matrimonio!

Io sono già pronta, l’unica cosa impegnativa sarà portare il vestito da sposa per rimembrare l’occorrenza, che ne dite, è un’idea un po’ troppo balzana? Cin Cin!

Qualche info utile per raggiungere Santorini

Santorini fa parte delle isole dell’arcipelago delle Cicladi, si trova sopra Creta da cui dista 189 km. A nord di Santorini si trovano le isole di Milo, Ios, Paros, Naxos.

Via mare: dall’Italia i traghetti fermano a Patrasso o a Igoumenitsa da cui dovrai spostarti su Atene siccome i traghetti per Santorini partono dal Pireo, ovvero il porto di Atene. Da Igoumenitsa Atene dista 439 km, mentre da Patrasso 209. Arrivare a Santorini in traghetto dall’Italia è abbastanza lungo e complicato calcola almeno un giorno e mezzo per gli spostamenti. A Santorini ci sono due porti: Athinios il principale, dove arrivano i traghetti, e Fira che è il porto utilizzato soprattutto per le escursioni per il vulcano, la Caldera e l’isola di Thirasia, oltre ad essere lo scalo per le navi da crociera.

Via aerea: varie sono le attuali compagnie low cost che raggiungono Santorini. Noi abbiamo scelto la neonata Volotea che parte dall’areoporto di Venezia Marco Polo. Oltre alle compagnie di bandiera greca, Aegean Airlines e Olimyc air che effetuano collegamenti con scalo su Atene, da Giugno a Settembre è possibile raggiungere l’isola con voli diretti operati da : Easyjet, Meridiana, Bule Air Express e diverse compagnie charter con partenze su tutto il territorio nazionae. Per avere un’idea di quale sia la compagnia più economica in questo post potete farvi un’idea di come facciamo noi.

Masca e i pirati delle Canarie

29 Ago

Riprendono gli appuntamenti del mercoledì coi nostri special guest, oggi tocca a Federica che da quattro mesi vive a Tenerife e ogni giorno scrive un diario di viaggio, racconto quotidiano di un’avventura attraverso un piccolo continente in miniatura.

Viaggiare per far viaggiare. Anche con la fantasia! Questo é  il segreto dei miei racconti di viaggio. Siete pronti per volare in un piccolo paesino dell’isola di Tenerife fuori dai tradizionali itinerari turistici? Distendetevi comodamente sul sofà e aprite la vostra mente e il vostro cuore per ascoltare una storia avente per ingredienti pirati, pendii scoscesi e vedute mozzafiato.

Masca é una deliziosa località nel nord-ovest di Tenerife conosciuta anche come il “paese dei pirati“. Si dice che sia stata nei tempi addietro il covo di alcuni pirati proprio per la sua favorevole posizione. La borgata di Masca si trova, infatti, nella municipalità di Buenavista del Norte all’interno del Parco rurale del Teno e gode di un’ottima vista su La Gomera, l’isola in cui soggiornò Cristoforo Colombo prima di partire per le Americhe.

Secondo la leggenda a Masca vivevano diversi pirati ma il più temuto e conosciuto era Angel Garcia soprannominato “testa di cane“. Diverse fonti, fra cui gli scritti di José Manuel Ledesmama, menzionano questo famoso pirata tinerfeño ma nessuno pare sia ancora riuscito a trovare il tesoro nascosto in una delle irraggiungibili grotte che si trovano nella parete di roccia a strapiombo sul mare nei pressi del piccolo e incantevole villaggio che state percorrendo in mia compagnia. Che storia!

La reale esistenza dei pirati nelle acque dell’arcipelago delle Isole Canarie é,confermata da numerosi documenti storici in cui si indica questo splendido paradiso come una tappa obbligatoria per le navi in rotta verso le Americhe. La storia del tesoro é, invece, un pretesto in più per sognare ad occhi aperti ancor prima di raggiungere la località, non credete?

Arrivare a Masca é, infatti,  intraprendere un percorso ad ostacoli tra gole profonde e strade tortuose: insomma, una località suggestiva ma difficile da raggiungere. La stretta strada TF-1427 che si deve imboccare dalla municipalità di Buenavista del Norte riempie la mente di dubbi e perplessità ma il paesaggio mozzafiato sarà invece un efficace palliativo per il mal d’auto.

Una volta arrivati a destinazione la bellezza naturale di questo paesino di montagna rapisce lo sguardo e il cuore del viaggiatore. Scoscese pareti rocciose, viuzze e casette dal fascino antico, una vegetazione tipicamente tropicale, un delizioso precipizio che porta fino all’isolatissima spiaggia sono gli elementi che danno a questa cornice delle sfumature uniche. Un luogo dal fascino antico ma dai tratti veraci in grado di far volare con la fantasia.

E con il cuore.

Un elenco, assolutamente soggettivo, di ciò che adoriamo fare a Berlino

10 Lug

Ammirare la Street art: alcuni quartieri di Berlino sono diventati dei veri e propri musei a cielo aperto dell’arte di strada. In particolar gli  edifici di Friedrichshain o di Hreuzberg. In molti preferiscono parlare di urban art per dare maggior credito a queste superfici dipinte che esprimono sogni e desideri  in una città spesso deturpata da km di cartelloni pubblicitari e la maggior parte dei berlinesi la accetta come l’espressione di artisti decisi a rivendicare l’esistenza di uno spazio pubblico a disposizione di tutti.

Per molto tempo l’espressione di questa Berlino alternativa è stato un edificio liberty sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale in Oranienburg Strasse ma che, come qui abbiamo scritto, ha ormai visto la sua fine per essere ridestinato ad uffici o centro commerciale. Le tecniche di pittura sono diverse e vanno dagli stencil agli stickers piazzati su semafori e cartelli stradali, su tutto però regna la provvisorietà in un continuo processo di creazione e distruzione.

Passare una Domenica al Mauerpark: questo parco ben tenuto e preso d’assalto la domenica occupa l’area verde dell’ex “striscia della morte” nel quartiere di Prenzlauer Berg. Ci si va soprattutto per distrarsi, stare con gli amici e perché no, ascoltare buona musica.

Folle di berlinesi e turisti vi si recano perché la Domenica ai lati del parco si tiene un simpaticissimo mercatino delle pulci e questa tappa è assolutamente irrinunciabile in una bella giornata di sole. E’ il paradiso del vintage dai vestiti anni 60/70 ai dischi in vinile alle vecchie radio d’epoca.  Spettacolare assistere al pomeriggio al Karaoke della piazza centrale, noi non volevamo più venir via.

Scoprire la città in bicicletta: piatta come una tavola Berlino sembra fatta apposta per la bicicletta. Le vie ciclabili sono fantastiche, la città ha speso 2.5 milioni di euro per estenderle e oggi può vantare 130 km per le due ruote.

Lasciarsi coinvolgere totalmente dal Judisches Museum: un viaggio interattivo attraverso duemila anni di storia degli ebrei in Germania. Interattivo e moderno è senza dubbio di fortissimo impatto emotivo. Ugualmente interessante è l’imponente edificio metafora tridimensionale della tormentata storia degli ebrei. La struttura a zig zag riprende la forma della stella di David, le sue pareti in zinco sono ad angolo acuto e al posto delle finestre ci sono solo fessure a spezzare il guscio argentato esterno. Infine una ripida scalinata conduce a tre passaggi che si intersecano e che rappresentano il destino degli ebrei durante il nazismo: morte, esilio e continuità.

Passeggiare lungo la East side gallery: il più lungo pezzo di muro lasciato in piedi per un km e 300 metri che si snoda lungo la Sprea. Nella primavera del 1990 questo lato di muro fu affrescato con 106 dipinti di artisti provenienti da ogni parte del mondo. Il progetto originario prevedeva che il muro venisse smontato e portato in giro per il mondo. Lo smog e gli atti di vandalismo hanno reso necessari due interventi di restauro.

Oziare a Tiergarten: uno dei parchi urbani  più vasti del mondo, una meraviglia di tranquillità in mezzo al caos cittadino. Meta preferita dei Berlinesi che amano il jogging ed i pic nic, prendere il sole o semplicemente abbronzarsi. A piedi il parco si attraversa in un’ora ma noi vi consigliamo di fermarvi al Biergarten del Cafe am Neun See.

e naturalmente viverla il più possibile grazie ai suoi locali spettacolari come lo Yaam o il White Trash dove chissà si può anche ricevere una proposta di matrimonio!

E per quanto riguarda voi, qual’è il vostro elenco, assolutamente soggettivo, di ciò che adorate fare a Berlino?

Sognando Santorini celebrando il 101° post

6 Lug

Questo che stiamo per scrivere è il nostro 101° post. Il nostro blog, ha avuto bisogno di ben un anno di gestazione e poi, finalmente, da Gennaio del 2012 ha iniziato a prendere vita. Un’avventura che ci ha coinvolti ogni giorno di più e ci ha visti collaborare insieme braccio a braccio non solo come marito e moglie ma proprio come colleghi. Stiamo crescendo pian pianino e le soddisfazioni più grandi sono vedere i vostri commenti e le interazioni con noi.

Oggi vorremmo festeggiare anche un’altra cosa che ci fà felici. A metà giugno WeLoveSantorini ha lanciato il contest #whysantorini , per partecipare occorreva, oltre che cliccare like sui loro social, scrivere in poche righe la propria motivazione a visitare quest’isola.

Pur non avendo mai vinto nulla in vita nostra (ah beh sì Luca una volta ha vinto due biglietti per un concerto) questa volta siamo stati scelti grazie a questa frase:

“Voglio riempirmi le orecchie di una lingua antica. Voglio perdermi nel suo blu e nel suo bianco” 

Noi Santorini non la conosciamo ma ce la immaginiamo tutta bianca e blu, piena di tortuose viuzze e con vecchietti appollaiati su di un muretto a ripararsi dal sole parlando una lingua che ha tradizioni antiche. Santorini l’ho conosciuta grazie a Che ne sarà di noi, film sull’amicizia, l’amore e il diventare grandi che propongo ogni anno ai miei alunni che finiscono la scuola. Vi consiglio di vedervelo perchè lascia sempre col sorrisso sulle labbra durante i titoli di coda!

Sbirciando un pò in rete abbiamo scoperto tre caratteristiche dell’architettura di Santorini che ci hanno affascinato e vogliamo condividere con voi:

– Santorini è caratterizzata da molti villaggi tradizionali dipinti di bianco sulla vetta di imponenti dirupi dai 150 ai 300 metri, la scelta di posizionare i villaggi così in alto sembra sia stata dettata dal fatto di doversi difendere dai pirati

– le caratteristiche di questi villaggi sono le tradizionali casette bianche con le porte e le finestre dipinte di blu vicine fra loro

– ogni casa ha una propria yposkafa , una sorta di grotta che costituisce un prolungamento della casa stessa e ha la caratteristica di mantenere la stessa temperatura tutto l’anno

Quando e dove andremo?

Saremo ospitati per un weekend intero presso la yacuzzi suite del Blue Dolphin Resort  che si trova in Firostefani e guarda verso il vulcano Aegean Sea, un angolo di paradiso in mezzo alla natura.

Abbiamo già preso contatti con gli organizzatori perchè ci piacerebbe veramente tanto poter festeggiare là il nostro primo anniversario di matrimonio…che ne dite, ce lo meritiamo?

 

St. Stephens Green, il polmone verde di Dublino

4 Lug

Ritorna l’appuntamento del mercoledì con gli special guest, oggi Francesco che sta studiando l’inglese a Dublino ci accompagnerà in uno dei polmoni verdi di questa città, quegli splendidi parchi in cui rilassarsi è meraviglioso.

Sono a Dublino da soli tre giorni, e tra il viaggio di andata, la sistemazione in appartamento e l’inizio del corso di preparazione inglese, il tempo a mia disposizione per vedere bene la città è stato poco.

Ho deciso però di raccontarvi di questo luogo, nel quale sono stato per la prima volta domenica, provando a perdermi per qualche ora per le vie della città. Si tratta di St. Stephens Green. E’ un parco di nove ettari, situato nel centro della città, a due passi dal famoso quartiere di Temple Bar e dall’altrettanto noto Trinity College. Aiuole verdi proprio come il colore simbolo dell’Isola di Smeraldo; il tutto è molto curato, prati con erba tagliata in maniera impeccabile, fontane, panchine situate nei vari camminamenti che si intersecano all’interno del parco.

Ci sono due stagni, dalle cui sponde bambini e non solo, lanciano cibo a bellissimi cigni bianchi e ai loro piccoli.

Gli alberi presenti all’interno non si riescono quasi a contare, così come le persone che lo affollano tutti i giorni. Dagli studenti distesi sui prati, ad impiegati in giacca e cravatta che passano in fretta o consumano uno spuntino veloce, passando per podisti, turisti (tantissimi) e semplici famiglie che escono per una passeggiata.

E’ proprio questa peculiarità che mi ha colpito sin da subito, perché la moltitudine di individui non scalfisce per nulla la pace e la quiete che vi si possono trovare.

Si raggiunge un vero momento di tranquillità, seduti su una panchina, magari fumando una sigaretta, ma senza iPod nelle orecchie, altrimenti ci si perde il silenzio delle persone…
Se al tutto si aggiunge che al tuo fianco si possa sedere una graziosa ragazza di Dublino con la quale inizi una conversazione, allora si, voglio eleggerlo come luogo in cui verrò quando sentirò il bisogno di rilassarmi e contemplare la città di Dublino e l’Irlanda.

Valencia val bene un week end

18 Apr

Conosco Valencia dal 1998 da quando in Erasmus ho conosciuto due ragazze di lì: Alicia e Marita. Durante l’esperienza universitaria ci siamo unite tantissimo e da lì ad invitarmi nella loro città d’origine il passo è stato breve.

Da quando l’ho visitato per la prima volta tredici anni fa la città è cambiata tantissimo.

Nel 1999 me la ricordo come una cittadina poco sviluppata e senza grandi attrazioni a parte la sfavillante manifestazione di Las Fallas che si tiene a Marzo.

A più di dieci anni di distanza Valencia sta assistendo ad un grande sviluppo. Vi sono ritornata poco più di un anno fa e quasi non l’ho riconosciuta.

Abbiamo dormito insieme ad altre tre amiche in un appartamento in pieno centro consigliatoci da Alicia. Unico neo la zona densa di prostituzione anche se non abbiamo avuto nessun sentore di pericolo.

Il centro storico è carino, caratterizzato dalla classica gran via centrale piena di negozi e grandi firme internazionali.

La città della scienza è stata disegnata dall’architetto Calatrava su commissione della Comunità Valenciana per l’expo del 2000. Nasce sul letto del fiume Turria, che anticamente attraversava la città, la cui innondazione ha distrutto Valencia e per questo motivo è stato deviato.

La città si è così ritrovata con un letto del fiume vuoto e ha chiesto alla popolazione di esprimersi sulla sua destinazione: scegliere fra un’autostrada o un immenso parco pubblico. Incredibilmente i cittadini hanno scelto di riconvertire l’area in un grande parco pubblico. E’ stata così creata questa area accessibile a tutti che comprende giardini botanici, attrezzatture sportive e un grande polmone verde in cui è splendido passare una giornata di sole.

La città della scienze e delle arti si compone di un teatro dell’opera con caratteristiche acustiche di altissimo livello, l’emisferico per la visione di film in treD, il Museo della scienza su tre piani di cui uno dedicato al genoma umano, uno ai fenomeni fisici e il pianottera che oltre gli spazi commerciali ospita installazioni (ogni mese ci sono padiglioni monografici in cui i visitatori possono assistere a esperimenti su temi ad hoc), un edificio per eventi sportivi e convention ed infine l’oceanografico.

E’ consigliatissima una puntatina alla zona marittima che comprende la malvarosa,  la spiaggia di punta e il paseo marittimo, una lunga lingua sul mare disseminata di localini dove i Valenciani sono soliti passare le loro domeniche.

La zona del centro patria della movida notturna è la calle de caballeros in cui troneggiano i tapas bar. I miei personali posti preferiti sono: El Molin in calle Bolseria 40, alla taberna Jamon  in calle Bolseria 36 e la Pilareta in calle Moro Zeit 13.

E i vostri posti preferiti di Valencia quali sono?