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Masca e i pirati delle Canarie

29 Ago

Riprendono gli appuntamenti del mercoledì coi nostri special guest, oggi tocca a Federica che da quattro mesi vive a Tenerife e ogni giorno scrive un diario di viaggio, racconto quotidiano di un’avventura attraverso un piccolo continente in miniatura.

Viaggiare per far viaggiare. Anche con la fantasia! Questo é  il segreto dei miei racconti di viaggio. Siete pronti per volare in un piccolo paesino dell’isola di Tenerife fuori dai tradizionali itinerari turistici? Distendetevi comodamente sul sofà e aprite la vostra mente e il vostro cuore per ascoltare una storia avente per ingredienti pirati, pendii scoscesi e vedute mozzafiato.

Masca é una deliziosa località nel nord-ovest di Tenerife conosciuta anche come il “paese dei pirati“. Si dice che sia stata nei tempi addietro il covo di alcuni pirati proprio per la sua favorevole posizione. La borgata di Masca si trova, infatti, nella municipalità di Buenavista del Norte all’interno del Parco rurale del Teno e gode di un’ottima vista su La Gomera, l’isola in cui soggiornò Cristoforo Colombo prima di partire per le Americhe.

Secondo la leggenda a Masca vivevano diversi pirati ma il più temuto e conosciuto era Angel Garcia soprannominato “testa di cane“. Diverse fonti, fra cui gli scritti di José Manuel Ledesmama, menzionano questo famoso pirata tinerfeño ma nessuno pare sia ancora riuscito a trovare il tesoro nascosto in una delle irraggiungibili grotte che si trovano nella parete di roccia a strapiombo sul mare nei pressi del piccolo e incantevole villaggio che state percorrendo in mia compagnia. Che storia!

La reale esistenza dei pirati nelle acque dell’arcipelago delle Isole Canarie é,confermata da numerosi documenti storici in cui si indica questo splendido paradiso come una tappa obbligatoria per le navi in rotta verso le Americhe. La storia del tesoro é, invece, un pretesto in più per sognare ad occhi aperti ancor prima di raggiungere la località, non credete?

Arrivare a Masca é, infatti,  intraprendere un percorso ad ostacoli tra gole profonde e strade tortuose: insomma, una località suggestiva ma difficile da raggiungere. La stretta strada TF-1427 che si deve imboccare dalla municipalità di Buenavista del Norte riempie la mente di dubbi e perplessità ma il paesaggio mozzafiato sarà invece un efficace palliativo per il mal d’auto.

Una volta arrivati a destinazione la bellezza naturale di questo paesino di montagna rapisce lo sguardo e il cuore del viaggiatore. Scoscese pareti rocciose, viuzze e casette dal fascino antico, una vegetazione tipicamente tropicale, un delizioso precipizio che porta fino all’isolatissima spiaggia sono gli elementi che danno a questa cornice delle sfumature uniche. Un luogo dal fascino antico ma dai tratti veraci in grado di far volare con la fantasia.

E con il cuore.

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Valencia val bene un week end

18 Apr

Conosco Valencia dal 1998 da quando in Erasmus ho conosciuto due ragazze di lì: Alicia e Marita. Durante l’esperienza universitaria ci siamo unite tantissimo e da lì ad invitarmi nella loro città d’origine il passo è stato breve.

Da quando l’ho visitato per la prima volta tredici anni fa la città è cambiata tantissimo.

Nel 1999 me la ricordo come una cittadina poco sviluppata e senza grandi attrazioni a parte la sfavillante manifestazione di Las Fallas che si tiene a Marzo.

A più di dieci anni di distanza Valencia sta assistendo ad un grande sviluppo. Vi sono ritornata poco più di un anno fa e quasi non l’ho riconosciuta.

Abbiamo dormito insieme ad altre tre amiche in un appartamento in pieno centro consigliatoci da Alicia. Unico neo la zona densa di prostituzione anche se non abbiamo avuto nessun sentore di pericolo.

Il centro storico è carino, caratterizzato dalla classica gran via centrale piena di negozi e grandi firme internazionali.

La città della scienza è stata disegnata dall’architetto Calatrava su commissione della Comunità Valenciana per l’expo del 2000. Nasce sul letto del fiume Turria, che anticamente attraversava la città, la cui innondazione ha distrutto Valencia e per questo motivo è stato deviato.

La città si è così ritrovata con un letto del fiume vuoto e ha chiesto alla popolazione di esprimersi sulla sua destinazione: scegliere fra un’autostrada o un immenso parco pubblico. Incredibilmente i cittadini hanno scelto di riconvertire l’area in un grande parco pubblico. E’ stata così creata questa area accessibile a tutti che comprende giardini botanici, attrezzatture sportive e un grande polmone verde in cui è splendido passare una giornata di sole.

La città della scienze e delle arti si compone di un teatro dell’opera con caratteristiche acustiche di altissimo livello, l’emisferico per la visione di film in treD, il Museo della scienza su tre piani di cui uno dedicato al genoma umano, uno ai fenomeni fisici e il pianottera che oltre gli spazi commerciali ospita installazioni (ogni mese ci sono padiglioni monografici in cui i visitatori possono assistere a esperimenti su temi ad hoc), un edificio per eventi sportivi e convention ed infine l’oceanografico.

E’ consigliatissima una puntatina alla zona marittima che comprende la malvarosa,  la spiaggia di punta e il paseo marittimo, una lunga lingua sul mare disseminata di localini dove i Valenciani sono soliti passare le loro domeniche.

La zona del centro patria della movida notturna è la calle de caballeros in cui troneggiano i tapas bar. I miei personali posti preferiti sono: El Molin in calle Bolseria 40, alla taberna Jamon  in calle Bolseria 36 e la Pilareta in calle Moro Zeit 13.

E i vostri posti preferiti di Valencia quali sono?

Il Cammino di Santiago de Compostela

29 Feb

Continua la serie dei “special guest” del mercoledì con Caterina e la sua esperienza al cammino di Santiago de Compostela.

Sono partita per Santiago il 15 agosto (giorno insolito per partire per una vacanza). Di solito il 15 agosto tutti sono ai pranzi o fare il bagno, o a scarpinare da qualche parte, mentre io ero in volo da Bergamo verso la Spagna….col cuore in gola….perche’ l’aereo non mi piace. Ho deciso di partire a seguito “di una sfortunata serie di eventi”, cioe’ a seguito della fine di una storia amorosa. Ringrazio molto la persona che mi ha lasciato, perche’ se non l’avesse fatto, probabilmente non sarei mai andata.

Il cammino di Santiago non e’ un cammino facile da riassumere: le prime cose che mi vengono in mente sono pioggia, freddo, umido e tanta tanta fatica. Kilometri e kilometri di sentieri, strada, tanti “ola” nell’aria, buio, luce, salita discesa, silenzi. Uno potrebbe subito controbattere: can che tristezza! ma “nel bel mezzo del cammino”, la pioggia e’ cessata, e’ arrivato il caldo, il sole, la fatica era molto sopportabile perche’ io ero allenata! tante volte mi sono persa in riflessioni che possono apparire spudoratamente retoriche: il cammino di Santiago e’ un po’ come la vita…si sale si scende, buio e luce, proprio quando credi di non farcela, allora arriva un’energia improvvisa che ti porta a risalire e ce la fai, e questo ti fa sentire bene.

Lo rifarei ancora, ma in modo molto diverso: io ho percorso 200 km (circa) in una settimana, una roba da platoon. Quando lo rifaro’ vorrei avere tempo per farlo tutto (circa 800 km, ahia…..) in un tempo umano, per gustarmi anche gli splendidi paesaggi che offre la Spagna settentrionale cosi’ selvaggia per alcuni aspetti, ma anche cosi’ “romantica” per altri: ritrovarsi a camminare immersi nella natura, con a fianco un gregge di mucche o di pecore, non avere idea di che ora sia (sai solo che devi trovare un posto per dormire, perche’ magari puo’ piovere, senno’ puoi dormire anche all’aperto,), per me che lavoro in ufficio tutto il giorno e che ho orari e ritmi sempre molto cadenzati, e’ stato fantastico!

Quindi, visto che ci vuole del tempo, quando lo rifaro’ probabilmente saro’in pensione! e poi e’ stato bello condividerlo con gli amici: la franci, paolo e giorgio (mio fratello, ndr.) che mi hanno dato carica quando ero al tappeto… e poi Santiago e’ bellissima! La piazza della Cattedrale che custodisce la tomba di Santiago e’ splandida! Come e’ splendida la Cattedrale stessa e la Messa per i pellegrini che si tiene tutti i giorni a mezzogiorno.

Basta poco per fare santiago: pochi soldi, un paio di veri, allenati amici, tanta voglia di camminare….e poi anche un corso di spagnolo non farebbe male!!!!!!

Vamos a tapear: il miglior ristorante di Barcellona

25 Feb

Un viaggio in Spagna di tutto rispetto non può prescindere dal rito del tapear.

Tapear è molto di più che fare l’aperitivo, non è un vero pranzo o una vera cena, è differente.

Quando si tapea si gustano numerose e differenti tapas. La loro origine si perde nella notte dei tempi e si dice nasca in Andalusia. La tapa era un piattino utilizzato dagli osti per tappare il bicchiere con l’alcolico di turno e proteggerlo dai moscerini. Spesso per richiamare clienti si usava mettere nei piattini olive, formaggio, un gesto semplice che nel tempo è diventato un rito.

Ormai le tapas sono diventati veri e propri piatti con un  costo di pochi euro.

Si dice anche che un locale più è buono e rinomato più debba avere numerosi fazzolettini per terra, sinonimo di alto tasso di tapeo nel locale.

Per me il ristorante migliore in assoluto per tapar a Barcellona è la cerveceria catalana in calle Mallorca all’incrocio con Passeis de Gracia.

A me piace mettermi a bancone e ordinare tutto ciò che gli occhi mi ispirano! E’ un posto veramente stupendo dove i camerieri sono dietro ai due banconi principali in piedi su degli sgabelli e ti servono direttamente.

Mi raccomando non mettetevi in fila per i tavoli ma fermatevi al bancone anche se c’è da aspettare è molto più divertente.

 

Dove ascoltare musica jazz a Barcellona

24 Feb

Se amate il jazz e siete a Barcellona nel Barrio Gotico trovate due locali di musica dal vivo veramente imperdibili. Entrambi si trovano nei pressi di Placa Reial:

Cafè Royale (dietro Placa Reial in calle Nou de Zurbano) ambiente anni ’80 con divanetti rossi e concerti che spaziano dallo swing, al funk, beat, soul-jazz.. dove è possibile entrare per un drink ed ascoltare musica  ma la consumazione è obbligatoria;

oppure Jamboree jazz-club (Placa Reial 17) che propone una programmazione molto interessante, i concerti sono tutti a pagamento  (si spende circa dalle 8 alle 30 euro a seconda degli artisti), vi consiglio di prenotare un tavolo oppure se preferite potete assistere allo spettacolo stando alla barra (in piedi a bancone).

Cosa fare tre giorni a Barcellona

23 Feb

Abbiamo chiesto a Silvia la nostra special guest per Barcellona di ipotizzare un tour per un week end di tre giorni.

VENERDI’ POMERIGGIO

Per iniziare a farvi un’idea della città iniziate da Plaza de Catalunya percorrete la Rambla fino a che sulla vostra sinistra non intravedete la stupenda Placa Reial , soprannominanta da me la “piazza delle palme” dal momento che è fiancheggiata da tantissime palme e lampioni, potete sedervi in uno degli innumerevoli bar che si affacciano sulla piazza e osservare il viavai delle persone o godervi qualche spettacolo di artisti di strada.

Successivamente perdetevi per i vicoli del Barrio Gotico fino ad arrivare alla Cattedrale la cui piazza è generalmente animata da saltimbanchi che coinvolgono i passanti con le loro peripezie, oppure da qualche suonatore di sax ai lati della Cattedrale o da ragazzi che fanno bolle di sapone enormi per grandi e piccini.

Girate intorno alla Cattedrale e troverete la suggestiva Plaze del Rei piccolissima, la mia preferita con lampioni che riflettono la loro luce calda sui mattoni degli edifici che la circondano un piccolo baretto, una fontana e un paio di alberi al centro.

Risalite percorrendo via Laietana e terminate la vostra giornata al Palau de la musica Catalana edificio meraviglioso, una delle massime espressioni del modernismo! Non accontentatevi della facciata, entrate anche solo per ammirare il maestoso foyer e sala ristorante o meglio ancora, assistete ad un concerto all’auditorium  del primo piano (30 euro circa), se il costo è eccessivo potete informarvi presso la biglietteria per assistere ad un concerto nelle salette più piccole al piano terra che generalmente costano 8-10 euro.

Al termine della giornata perdetevi a girovagare per i vicoletti della Ribeira dove troverete tanti localini che si affacciano sul psg del Born.

 

SABATO

Svegliatevi alla buonora, prendete la metro (fermata Arc de trionf) e fatevi una bella passeggiata al Parc de la Ciutadela che raggiungerete passando sotto l’arco e percorrendo la via costeggiata dai lampioni. Ammirate il sorgere del sole al parco tra giovani che fanno jogging e anziani che portano fuori il cane.. arrivate fino alla cascatella artificiale e guardate se per caso è in programma un concerto per la sera (soprattutto in estate vengono organizzati concerti di musica jazz, classica.. nel chiosco all’interno del parco e le persone organizzano picnic sotto le stelle…).

Andate a rifocillarvi al Mercato di Santa Caterina dove troverete bancarelle, ristoranti e cafè per tutti i gusti, ammirate il tetto ondulato e colorato che ricorda le opere di Gaudì poi dirigetevi verso la Eglesia de Santa Maria del Mar a mio parere la più suggestiva di tutta Barcellona anche perché la storia narra che sia la Chiesa del popolo, costruita grazie al duro lavoro degli scaricatori di porto che trasportarono sulle loro spalle tutte le pietre che servirono per erigerla ai quali sono state dedicate le porte di ingresso.. non perdetevi l’interno mozzafiato!

Dirigetevi verso il  Museo Picasso (considerate circa un paio d’ore per la visita del museo che si trova all’interno di un palazzo in pietra stupendo)  e se necessitate di una pausa c’è una caldissima Taverna Basca all’inizio della via dove potrete farvi uno spuntino con le varie tapas basche… attenzione a non buttare gli stecchini (pincios) perché pagherete in base al numero degli stessi!

Perdetevi nel quartiere della Ribeira (che viene considerata la parte Bohemien di BCN) e concedetevi una pausa alla “cerveseria modernista 4CATS” dove è possibile sedere a sorseggiare una birra proprio sotto a qualche schizzo del grande pittore Picasso.

NB. a seconda del posto che si sceglie, cambia il prezzo delle cose quindi conviene sedersi lontano dai quadri e farsi un giretto per le varie stanze…

Se invece volete trascorrere un pomeriggio alternativo, vi consiglio di salire sul Tibidabo (considerate circa 3 ore): prendete la metro fino alla fermata Avenida Tibidabo una volta arrivati al capolinea bisogna fare una camminata di circa un kilometro e mezzo che vi porterà direttamente all’ingresso della funicolare, il percorso è per lo più in salita ma passeggerete fra ville moderniste che meritano la fatica di una camminata. Nel caso siate molto stanchi è possibile prendere un autobus che con 1 euro vi porterà all’ingresso della funicolare. Prima di salire merita una pausa un cafè che troverete sulla vostra destra con una larghissima vetrata che offre uno degli skyline più affascinanti di Barcellona. Proseguite con la funicolare che vi porterà direttamente sul Monte Tibidabo se avete bambini si potranno divertire sulle meravigliose giostre che troverete ai piedi della cattedrale mentre voi farete una rapida visita o vi perderete ad osservare Barcellona ai vostri piedi, uno spettacolo imperdibile, vista mozzafiato!

Al termine della giornata potreste dirigevi verso la Barceloneta e concedervi una superba paella al ristorante “7 portes” (M Barceloneta: Passeig Isabel II n.14) poi concedervi un drink passeggiando sul lungo mare oppure se volete concerdervi una serata chic e alla moda  dirigervi verso il Port Vell (M Ciutadela Vila Olimpica) dove troverete tantissimi locali molto fashion che si affacciano direttamente sulla spiaggia! La location è accattivante ma fate attenzione ai prezzi: un moijto 14 euro! Se volete concedervi un drink consiglio il CDLC (carpe diem lounge club) che propone un’atmosfera chic-arabeggiante con tavolini bassi, cuscini colorati, scritte arabe alla parete e prezzi sono più contenuti (1 litro di sangria 20 euro circa!)

DOMENICA

In quest’ultima giornata dovrete usare molto la metro perché le proposte sono disseminate per la città e diversamente perdereste troppo tempo per raggiungerle:

Sagrada Familia (M Sagrada Familia) opera incompiuta del grande genio Gaudì merita assolutamente di essere visto l’interno quindi non fatevi scoraggiare dalla fila che soprattutto nel weekend è lunga decine di metri ma acquistate i tickets online!!

Partite alla volta del meraviglioso Parc Guell (prendete la metro cambiate un paio di stazioni fino ad arrivare alla fermata Vallcarca), per raggiungerlo considerate circa mezz’ora di cammino dall’uscita della metro e un’ora o due di visita, riposatevi al sole sul terrazzo da cui potete ammirare uno splendido panorama di BCN poi ripartite per il  Montjuic (M Espanya) fate la passeggiata fino ad arrivare al Castello e se siete interessati di arte romanica entrate al Museu Nacional d’Art de Catalunya, diversamente vi consiglio una passeggiata fino alla Fundaciò Joan Mirò e la visita al museo stesso. Mentre riscendete verso la metro concedetevi una pausa davanti alla Font Magica, la bellissima fontana  che dal giovedì alla domenica dalle 21 alle 23,30 ogni mezz’ora incanta i passanti attraverso spettacoli di  suoni, luci e acqua. Se avete energie a sufficienza merita una visita il museo Caixa Forum (ad ingresso libero) che propone opere d’arte moderna e contemporanea all’interno di uno spazio espositivo ricavato da una vecchia struttura industriale oggi riadattata.

Terminate la giornata andando al Raval: quartiere che probabilmente  vi verrà “sconsigliato” di visitare perché a detta di molti piuttosto “malfamato”, in realtà uno dei miei preferiti.. A BCN molte persone vi diranno di stare attenti al portafogli, alla borsa in metro ecc.. in realtà queste sono le normali precauzioni in tutte le metropoli del mondo.. quindi niente paura ed addentratevi in uno dei quartieri più veri e meno contaminati dal turismo di massa.. Potete accedere direttamente dalla Rambla prendendo la metro e scendendo a Liceu semmai facendo una rapida visita al   mercato de la Boqueria molto caratteristico dove potrete trovare vaschette e spiedini di frutta fresca di tutti i colori e per tutti i gusti… se preferite qualche tapas merita decisamente una pausa il bar Pinotxo frequentato anche dagli abitanti del posto che fanno le ore piccole (è aperto fino alle5 del mattino) e si possono trovare tapas e bocadillos per tutti i gusti. Dopo questa breve visitina vi aspetta il Raval, prendete uno dei tanti vicoletti stando attenti agli skater che vi sfrecceranno ovunque tagliandovi la strada, arrivate nella piazza davanti al MACBA museo di arte contemporanea che merita una visita, vicino troverete anche il CCCB (Centro di cultura contemporanea di Barcellona) dove un paio di sere a settimana vengono proiettati film gratuiti (generalmente sottotitolati) che si possono vedere stando comodamente seduti su sdraie e portandosi la cena da casa (attenzione: se volete trovare qualche posto libero dovrete arrivare almeno 1 ora prima dell’inizio della proiezione!!).

Studiare lo spagnolo a Barcellona

22 Feb

Come promesso la nostra special guest di questo mercoledì primaverile a Febbraio è Silvia.

Silvia, dinamica e sempre in movimento nella vita fà l’insegnante. Avendo quindi Luglio ed Agosto a disposizione ha scelto sperimentarsi in una vacanza studio.

E’ partita da sola nel Luglio del 2011 alla volta di Barcellona e noi l’abbiamo intervistata per voi.

Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Barcellona?

Partendo dal presupposto che volevo fare un corso di spagnolo ho pensato ad una meta vicina e quindi la mia indecisione era fra Barcellona e Madrid. Barcellona perchè? Perchè c’è il mare, perchè conoscevo già qualche ragazzo di lì e poi perchè…era una città che non avevo capito, tant’è che di primo acchito preferivo Madrid…cioè secondo me non è una città immediata o per lo meno per me non è stato così

Quindi adesso il tuo giudizio?

Oddio faccio un po’ fatica, dal mio punto di vista è una città da scoprire, ad una prima occhiata veloce c’è il rischio che tante persone vedano Barcelona solo come Sagrada Familia, Parc Guell ecc ma secondo me la parte più bella è la Barcelona insolita. Io ho potuto vederla attraverso gli occhi di chi ci vive è tutta un’altra cosa. Alla nostra scuola davano la possibilità di fare dei tuor guidati che mi hanno fatto capire tanto di questa città.

Quale scuola di lingua hai scelto e come ti sei trovata?

La scuola che ho scelto è la Don Quijote che ha sede in calle Minorca http://www.donquijote.org/italian/. L’ho scelta…a caso. Ho navigato un po’ in internet e li ho contattati per avere depliant, orari e alloggio. Diciamo che sono stata molto fortunata perchè per me è una scuola organizzata molto bene e molto completa. Dal punto di vista dei corsi di lingua ci sono 8/9 livelli, le classi sono piccole (max 10 alunni), i professori giovani carini e disponibili, tutti i giorni organizzano uscite culturali per cui non ti senti mai solo. Infine tutte le sere sono organizzati party sulla spiaggia o in piscina o in discoteca dove generalmente l’ingresso è gratuito, si paga solo la consumazione.