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Per sognare ad occhi aperti: artisti in piazza a Pennabilli

12 Giu

Immaginatevi di arrivare in un paesino immerso fra le vallate della Romagna fatto principalmente di case in sasso chiaro.

Immaginatevi un Borgo strano con posti insoliti dal nome stravagante come la casa dei mandorli, i luoghi dell’anima, l’angelo coi baffi o il Santuario dei pensieri.

Immaginatevi che ad accogliervi ci sia un uomo dagli abiti color ambra e labbra violacee con in mano una grande lumaca in cui è rannicchiato un omino piccolino.

Immaginatevi di essere nella patria d’adozione di un grande artista: Tonino Guerra…

…aprite gli occhi e vi ritroverete a Pennabilli ad Artisti in piazza, il festival internazionale dell’arte in strada.

Appena prima di entrare a Pennabilli si incontra il cartello segnaletico: Pennabilli, paese amico degli artisti di strada. Ebbene sì ogni anno, ormai da 16 anni Pennabilli per quattro giorni diventa patria degli artisti di strada in un vortice di museo, teatro e circo.

Kidnap Alice  – Inghileterra

Cinquantacinque compagnie internazionali che si esibiscono per più volte per un totale di circa trecentocinquanta repliche durante i giorni del festival in una ventina di location.

Dare d’Art – Francia

Le casse aprono verso mezzogiorno e c’è la possibilità di acquistare un abbonamento oppure entrate singole alle diverse giornate (venerdì, sabato e domenica 10 euro) .

Sienta la cabeza – Spagna

The Sgirlies -Italia

Ad aprire il festival I racconti della Lumaca,uno spettacolo itinerante che aggiunge alla classica visita turistica animazioni, quadri scenici, stimoli sensoriali. Ambientato nei cinque luoghi dell’anima e nel centro storico di Pennabilli offre racconti e frammenti della vita del paese unendo cultura e teatro in un contesto coinvolgente e poetico. Sarà possibile assistervi tutta estate prenotandosi presso la Pro-loco.

…un mondo a sè pennabilli da dove non vorrete più andar via che vi lascierà per giorni un sorriso felice sulle labbra.

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Percorrendo i luoghi di Tonino Guerra: Santarcangelo di Romagna

6 Giu

Da grande appassionata di teatro qualche anno fa ho conosciuto Santarcangelo di Romagna prendendo parte al Festival Internazionale. Ero però sola e non tanto in forma quindi ho apprezzato molto le performance a cui ho assistito ma non sono andata più in là del mio naso.

Quando si è in due si sà tutto è più bello e sopratutto si hanno due punti di vista, due menti, due sentire diversi che si uniscono.

Santarcangelo è un piccolo borgo a pochi Km da Rimini ed è perfetto per una gita in giornata. Poche settimane fa con Luca passando di lì ci siamo detti: “Perchè non fermarci?”

Quando arrivate a Santarcangelo ad accogliervi c’è la parte nuova con vicoletti punteggiati da romantici ristorantini ed una grande piazza centrale.

Andate oltre però, arrivate fino ai vecchi bastioni e perdetevi nelle vie acciottolate fermandovi a salutare gli anziani sulle porte.

Ciò che a noi ha veramente rapito però è proprio il Museo di Tonino Guerra che nacque proprio qui.

Le sue splendide poesie si possono leggere sui muri delle case ed il Museo le raccoglie tutte oltre alle sue opere più suggestive. E’ ad entrata libera per una due piani all’insegna della fiaba e dell’onirico.

A propostito di Tonino Guerra a pochi Km da qui proprio Domenica siamo stati invitati a partecipare al Festival internazionale artisti di strada a Pennabili! Una delle manifestazioni più importanti del settore programmate in Italia. Oltre 50 compagnie internazionali, per un totale di più di 200 artisti 400 repliche di spettacolo.  Diventato ormai una “vetrina” per i buskers (così chiamati gli artisti di strada). Venti punti spettacolo dislocati negli angoli più suggestivi del centro storico  dal primo pomeriggio fino a tarda notte si svolgono show di arte varia: teatro, musica di ogni genere, giocoleria, magia, cirque nouveau, danza, face painting, walking act, etc…

Conoscere Reggio Emilia

8 Mag

Da quando le hanno erette, anche se non tutti ne sono entusiasti, sono divenute il simbolo della città: le vele di Calatrava. Sì perchè quando passi sull’autostrada del Sole anche senza volerlo le vedi, li che si stagliano nel cielo, illuminate se siamo dopo il tramonto. Tre archi bianchi e altissimi di design futuristico che si ergono in cielo quasi a dirti. “tu sia il benvenuto qui a Reggio Emilia!”.

Ecco questo post lo scrivo per questo motivo, dare il benvenuto a coloro che vorranno visitare la mia piccola città, ancora poco turistica ma che ospita una delle manifestazioni di fotografia più importanti a livello europeo: Fotografia Europea di cui abbiamo già parlato in un altro post.

Perciò oggi ciò che vorrei fare è una piccola guida tra ciò che secondo me offre di più interessante.

COSA VEDERE

La cosa più affascinate di Reggio Emilia secondo me sono le piazzette che la caratterizzano. Quelle che io adoro di più sono Piazza Fontanesi che mi ricorda un pò Parigi per la sua struttura, Piazza dei Leoni la cui Chiesa rosa al tramonto è imperdibile e la piccola Piazza Casotti.

Le due piazze più grandi e conosciute sono Piazza della Vittoria e Piazza Prampolini che ospitano rispettivamente il Teatro Valli con innanzi le fontane danzanti (un vero spettacolo di notte) e il Duomo con la statua della Madonna d’oro.

Tra Piazza Prampolini e Piazza Casotti sorge il Comune che dà i natali al Museo del Tricolore. Sì perchè il Tricolore è nato proprio qui e si può visitare sia il Museo che ne narra la storia ma anche la Sala in cui venne proclamata la bandiera italiana.

DOVE MANGIARE

Reggio Emilia è piena di locali dove mangiare qualcosa di buono, tante sono le osterie, i ristoranti e le pizzerie. Quelle che a noi hanno rubato il cuore e che vi consigliamo vivamente sono:

Osteria la Guerrina: per una cena e un dopocena emiliani! Verso la mezzanotte del sabato e del venerdì si anima con dj set.

Risotrante Pizzeria Piccola Piedigrotta: per assaggiare la pizza in assoluto migliore del centro storico.

Piatto unico: splendido locale arredato con estremo gusto che unisce la musica alla cucina con possibilità di pranzare all’esterno.

DOVE FARE L’ APERITIVO

I posti per l’apertivo a Reggio Emilia stanno crescendo a vista d’occhio, molti bar verso le sette di sera si trasformano riempiendo i propri banconi di ogni prelibatezza.

I nostri posti preferiti che vi consigliamo sono:

L’opposto che vi servirà ottimi cocktails.

Il Dimmelo Tu che si affaccia sulla nostra amata Piazza Fontanesi.

Il Caffè Europa per godersi la bella Piazza Prampolini.

Se invece cercate qualcosa di messicaneggiante potete affidarvi a Greg all’Hot Chili in una laterale della Via Emilia.

Per dover di cronaca segnaliamo due vie dove potete trovare un locale dietro l’altro e scegliere da voi cosa preferite: Corso Garibaldi e poco fuori dal centro Viale Simonazzi.

Piccola città, la mia: Reggio nell’Emilia

3 Feb

Sì oggi voglio proporio fare un bel post sulla mia città: Reggio Emilia.

Provinciale, sicuramente.

Però non dimentichiamoci che è qui che è nato il tricolore!

Cosa poter fare in questa piccola città come diceva Guccini?

Beh, se vi capita di passare di qui, magari per le due manifestazioni più importanti a cui la città ha dato i natali, (fotografia europea che si tiene il primo week end di Maggio o il Reggio Film Festival, festival di cortometraggi che si tiene pressapoco a metà novembre) vi dò qualche dritta su dove andare.

Per pranzo vi consiglio sicuramente un’ osteria aperta da poco ma davvero speciale.

Ci sono stata a pranzo proprio oggi. E’ un’osteria di quelle di una volta in cui mangiare buon cibo emiliano seduti fra tavoli e sedie in legno, con salumi in bella vista a lato del bancone, un’atmosfera famigliare  e il nome preso a prestito dalla “rezdora” (dicesi “rezdora” signora di una certa età dedita alle attività di cucina e alla preparazione del cibo).

L’osteria si chiama Guerrina e si trova in via Migliorati, 2.

Poi con la pancia piena non vi rimane che esplorare un pò la città. Potrete ammirare le mostre temporanee di Palazzo Magnani in Corso Umberto oppure la collezione della Fondazione Maramotti dove troverete, al 66 di via Fratelli Cervi, in esposizione oltre duecento opere rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 a oggi.

Per finire è d’obbligo, a mio avviso, un salto alla sala del Tricolore che ha dato i natali alla nostra bandiera.

Uscendo, dando le spalle al Municipio troverete sulla vostra destra dei portici, attraversateli e arriverete in una delle tre piazze più belle della città, piazza Casotti. Poco più in là, l’unico indirizzo che mi sento di consigliarvi per lo shopping: la Bottega del Legatore dove Maddalena produce dalla propria fantasia oggetti in carta di tutti i tipi.

La seconda piazza che vi consiglio di visitare è Piazza della Vittoria o meglio conosciuta come piazza dei teatri con la sua splendida fontana.

Per una tappa aperitivo le scelte sono varie: potreste spostarvi verso viale Simonazzi, ormai via dei locali, dove vi consiglio di fermarvi alla Bottega dei Briganti, un piccolo angolo parigino anche da noi. Oppure  potrete rimanere in centro e dirigervi nella piazza che davvero un pò ci ricorda Place du Vosges e cioè piazza Fontanesi. Qui in estete potrete sorseggiare un ottimo spritz al “Dimmelo tu” oppure cenare con un buon tagliere dal “Salumaio”, la cortesia non è il loro forte ma la location te lo fà dimenticare!

Colline emiliane fra Terre Matildiche e Tibet

8 Gen

Ultimo giorno di ferie, primo sole dell’anno, proprio non ci andava di rimanercene a casa. Così fatte un paio di ricerche telefonando agli amici e servendoci di internet siamo partiti verso Canossa.

Era già un pò tardi, quindi abbiamo prima preferito fermarci a pranzo. Siamo incappati al ristorante Il giglio nella piazza principale di Ciano d’Enza ora rinominata Canossa: una piccola locanda a conduzione famigliare dove regna la buona cucina e la gentilezza. Eravamo in ritardo di oltre un’ora ma quando siamo arrivati ci hanno comunque accolti col sorriso, l’oste si è fermato più volte per spiegarci come viene preparato il cibo e per elencare le qualità del lambrusco biologico da noi scelto. La scelta dei primi piatti era interminabile, vi dico solo che noi abbiamo ordinato un quadris perchè pur essendo emiliani doc c’erano almeno 5/6 varietà di tortelli mai assaggiati prima.

Usciti belli sazi e felici ci siamo inerpicati sullavia dei castelli matildici fra colline e calanchi irrorati dal sole. Prima tappa castello di Rossena da cui si gode una vista meravigliosa e di cui, se si vuole, è possibile visitare il museo la cui intera entrata è devoluta alla Croce Rossa. Tre kilometri più in là si arriva al mitico castella di Canossa patria di vicende storiche. In inverno il rudere del castello e il museo sono visitabili gratuitamente ma solo fino alle 16.30 e noi ce lo siamo persi per un soffio. Per fortuna lo spettacolo del cielo che si tinge di azzurro e rosa ce lo siamo comunque ugualmente goduti dal primo belvedere che si trova ai piedi del castello.

Ultima tappa del nostro pomeriggio fuori porta è stato il borgo di Votigno dove il Dalai Lama negli anni ’90 ha inaugurato la casa del Tibet. Questo  borgo medievale splendidamente ritrutturato ospita un centro di cultura tibetano internazionale dove si può visitare un museo e un luogo di meditazione. Spesso sono presneti anche monaci Tibetani.

Qui ci godiamo la meraviglia del sole che cala su uno dei vari stupa di cui è disseminato questo borgo e ce ne andiamo con questa sensazione di pace.

Metti una sera in Via del Pratello

4 Dic

Serata semplicemente mitica.

Basta prendere un sabato sera qualunque, partire da Reggio (o da qualsiasi altro posto) e arrivare a Bologna.

Lottare col parcheggio per poi essere ricompensati.

Si arriva al Pratello. http://it.wikipedia.org/wiki/Pratello

Strada di miseria e di fame ma anche di grande dignità, dove i ladri e le prostitute si mescolavano alla povera gente onesta e convivevano in una alternanza di intese e rifiuti, che avevano comunque come collante la solidarietà degli “esclusi”. La vita della “comunità del Pratello” e la vita della sua strada sono sempre andate avanti di pari passo, invecchiando e cambiando insieme attraverso i piccoli fatti quotidiani e i grandi avvenimenti che hanno segnato la storia di Bologna dall’avvento del fascismo fino ai giorni nostri.

La clandestinità e la resistenza, la liberazione e il dopoguerra, l’osteria dove si pagava a tempo, l’ex-manicomio Roncati con i letti di contenzione, il Circolo Pavese, Radio Alice, Papa Ricki e le case occupate, un centro sociale en plein air, il barbiere, il calzolaio, e le anziane signore, hanno rappresentato, nel corso degli anni, le storie e i punti di vista diversi sullo stato di salute del Pratello, un luogo dove andare per prendersi il tempo della libertà.

Noi avevamo un motivo per andarci. Certo. Un’amica dalla voce sublime http://up2night.wordpress.com/ e la sua band.

Un circolo il Macondo, che diventa sempre più bello perchè un pò si respira l’energia che un tempo ha reso mitiche le osterie di fuori porta.

Forse cugino povero ma pur sempre cugino secondo me.

E a proposito di osterie la mitica serata l’abbiamo terminata all’Osteria del Rovescio senza angoscia ma con un pò di vino a tirar tardi fra pareti con impropabili quadri e le solite rassicuranti sedie e tavoli in legno.

Un consiglio? andateci prima che sia troppo tardi….

Gli anni Folli – Palazzo dei Diamanti Ferrara

3 Dic

C’è tempo fino all’8 gennaio per visitare la mostra “la Parigi degli anni folli” a palazzo dei Diamanti a Ferrara.

L’occasione è buona anche per dare un’occhiata alla città estense.

La mostra è interessante e permette di immergersi nel mood di quegli anni così importanti per la ville Lumiere.

Usciti dalla mostra nella stessa via proseguendo verso il castello si incontra sulla destra una home gallery, una delle poche in Italia, ma veramente un luogo interessante http://www.marialiviabrunelli.com/.

La galleria offre retrospettive in tema con le mostre di Palazzo dei diamanti e offre la possibilità a artisti ferraresi di esporre le proprie opere.

Proseguendo verso il centro si arriva alla birreria XI comandamento in via Mayr 57 che offre un’ampissima selezione di birre artigianali ed un generoso buffet di aperitivi. In centro poi si trovano tante osterie molto carine che meritano sicuramente una sosta e c’è l’imbarazzo della scelta! Noi ci siamo fermati all’hostaria Savonarola in piazza Savonarola appunto. Il posto è carino, da tipica osteria senza grandi pretese ma molto accogliente.

Per una gita fuoriporta in giornata magari durante le vacanze natalizie consiglio vivamente questa meta!