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Orgosolo, cuore pulsante della Barbagia e di tutta la Sardegna

10 Apr

Non ho mai particolarmente amato la Sardegna per ignoranza. La confondevo per la quasi totalità con l’immagine di Porto Cervo e del Billioner di Briatore. Poi mi sono data il tempo di conoscerla meglio. Ho scoperto che la Sardegna non è solo spiagge. Ho scoperto la forza delle donne sarde. Ho scoperto una società matriarcale. Ho scoperto che esistono figure importanti nella comunità locale come quella del curatore e dell’accabadora. Ho scoperto l’interno selvaggio di questa terra fatto di roccia granitica, piante di mirto, e nuraghi.

E poi ho scoperto la Barbagia cuore pulsante di una Sardegna dove cultura e tradizione sono rimaste fedeli a se stesse. Una terra spesso associata solo a pastori e banditismo, terra invece di grande ricchezza ed ospitalità in cui entrare piano piano ed in punta di piedi. Il paese della Barbagia che ho amato di più è senza dubbio Orgosolo. Un museo a cielo aperto in cui ogni muro è consacrato ad un murales. Camminando fra le sue vie si possono ripercorrere le tappe della storia della Sardegna per affermare la propria identità, storie attuali di lotta sociale, omaggi a personaggi famosi come Jim Morrison e denunce di atti politici illeciti. Ogni anno nuovi artisti danno il loro apporto proponendo nuove creazioni.

Se poi volete essere accompagnati da un pastore locale alla scoperta del territorio magari in jeep esiste il camping supramonte, attenzione le camere sono molto spartane ma la cucina dell’agriturismo è ottima. Per chi vuole è anche possibile effettuare splendide escursioni a piedi o in fuoristrada. Noi non ci siamo tirate indietro e siamo quindi andate con una guida-pastore alla scoperta dei territori limitrofi. Stupendo al ritorno poter partecipare al pranzo coi pastori a base di porceddu.

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Aggius e le celebrazioni della settimana Santa in Sardegna

7 Apr

Le celebrazioni della settimana Santa in Sardegna traggono origine da quelle spagnole.

Processioni, costumi, riti. La Madonna ed il Cristo portati in giro per il Paese. Quarantatre e disseminati per tutta la Sardegna sono i Paesi che celebrano i riti della Pasqua. Nel Nord molto famosa anche turisticamente è la manifestazione ad Alghero.

A noi da Palau ci hanno consigliato di andare a quella di Aggius, paesino dell’entroterra Gallurese.

Aggius è uno dei centri più antichi della Gallura, a 500 metri sul livello del mare. Ha davanti a sé il poderoso massiccio della Limbara e, immediatamente alle spalle, un’articolata corona di monti che lo rende caratteristico e gli conferisce un panorama unico.

Luogo da non perdere è la Valle della Luna conformata da ammassi granitici e colline tondeggianti che gli conferiscono tratti veramente unici.

Per poter ammirarla in tutto il suo splendore vi consiglio di raggiungere il Belvedere Valle della Luna che domina il paesaggio e in cui si può partecipare a mini sagre da maggio a settembre al ritmo di musica tradizionale e porceddu.

Altro elemento del paesaggio sono gli stazzi, caratteristici casolari di campagna con annessi ovili che fino oltre la metà dell’ottocento ospitavano gran parte della popolazione comunale.

Aggius è un paese presepe con vie e quartieri che conservano antiche denominazioni. Molto interessanti sono il Museo etnografico che narra la storia delle tradizioni locali ed il piccolo Museo del banditismo.

Con profonde radici nel passato conserva un vasto patrimonio di tradizioni e cultura popolare: leggende, proverbi, anneddoti, fiabe. Le processioni e i riti della settimana Santa sono accompagnati dal canto salmodiante delle confraternite del Rosario e di Santa Croce e dei cori tradizionali più bravi del momento. Ad ogni tipo di rito il suo canto, arioso e solenne la Domenica di Pasqua, cupo e struggente quello delle processioni  notturne per la visita ai sepolcri.

Le celebrazioni iniziano il mercoledì Santo con la via crucis per le vie del paese e trovano il loro culmine nel venerdì Santo con la processione per le vie dei sepolcri, i canti all’antica, lo Sgraamentu (la deposizione) e l’Intarru (la sepoltura) del Cristo. La domenica la manifestazione termina con la processione e l’Intoppu (l’incontro tra la Madonna e Gesù risorto) seguito da grande festa.

Noi abbiamo partecipato a quella del Venerdì Santo ed è stato molto emozionante. L’unico sbaglio, siccome non siamo molto credenti è stato arrivare alle 18,30 come recita ogni foglietto informativo. Abbiamo perciò dovuto assistere a tutta la Messa che è durata  circa un’ora e mezza e a dir il vero ci ha un po’ affaticato. La parte, per noi, più interessante che unisce spiritualità, religione e cultura è senza dubbio la processione ed i riti che li accompa. Tutto il paese viene illuminato da candele che gli conferiscono un’atmosfera rosata ed accogliente, si percorrono le vie in classica pietra a mattone bianco e si toccano i quattro sepolcri, chiese addobbate a festa con fiori ed illuminate da candele colorate.

Accompagnano la processione i canti tipici sardi  di ispirazione gregoriana ma eseguiti con coro gotico a cappella di 5 persone. Alla fine si ritorna nella Chiesa principale e si assiste al buio completo alla deposizione del Cristo dalla Croce, manifestazione tipica sarda che esiste solo qui, momento solenne e anche commovente a cui partecipa buona parte della popolazione.

Riti che si ripetono da centinaia di anni  e forse immutati, che assumono un valore sociale a cui e’ bello parteciparvi almeno una volta. La nostra piccola Siviglia insomma.

Sardegna into the wild: porto pollo e l’isola dei gabbiani

5 Apr

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Quando ho visto la baia di Porto Pollo e l’isola dei gabbiani la prima volta me ne sono subito innamorata. Un angolo selvaggio odorante  di elicrisio nei pressi di Palau.

Porto Pollo: proprietà indiscussa dei surfisti che dimorano qui quasi tutto l’anno, disseminato di baretti alternativi (uno vale l’altro, sono tutti consigliatissimi) in cui sorseggiare la mitica Icnusa, la birra sarda.

Immaginatevi di ritrovarvi innanzi ad un lembo di terra ad una sola corsia bagnata da entrambi i lati dal mare. Sabbia grigio-rosata e bandiere colorate di scuole di surf perennemente svolazzanti. Una continua festa a cielo aperto.

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Alla fine della strada si incontra l’isola dei gabbiani, una piccola penisola verdeggiante che ospita un eco camping che purtroppo per problemi interni alla società che lo gestiva attualmente è aperto solo per un terzo.

Ci si inerpica su sentieri non asfaltati in un saliscendi con scorci indescrivibili ad ogni curva.

Infine si arriva alla punta disseminata di rocce che si abbronzano al sole e si bagnano in acque cristalline.

Adoro questo posto. Vi consiglio di venirci al piú presto prima che magari si realizzi l’ipotesi già ventilata che venga trasformata in un villaggio turistico.