Safari al Kruger National Park

14 Set

In gergo tecnico lui è lo scopri orme.

Chiudo gli occhi e lo vedo ancora là appollaiato sul cofano della 4×4 da 11 posti. Eretto, attento, vigile.

 

Segue le orme per scovare gli animali. Ha un ruolo fondamentale in un safari in Africa. E ci accompagna con professionalità giorno dopo giorno. Già è entusiasmante vederlo fare il suo lavoro, ti ci perderesti a guardarlo, a seguire le sue mosse, a voltar la testa nella direzione in cui la volta lui. Perché speri di vedere uno dei Big Five, i grandi animali della savana africana. E anche lui lo spera, perché vuol dire che ha saputo fare bene il suo lavoro e la soddisfazione alla fine del safari la si legge sul suo viso.

Si può visitare il Kruger National Park in diversi modi: noleggiando una macchina per il safari fai da te o partecipando ai tour organizzati dai vari lodge. Essendo il nostro viaggio in Sud Africa anche il nostro viaggio di nozze noi abbiamo optato per la seconda scelta.

Il Kruger è suddiviso in zone.

 

Alcune in cui si può fare il safari libero con la propria jeep a noleggio ma non si può uscire dal tracciato mentre altre, chiamate riserve private, in cui il safari è organizzato dal lodge, si prende posto su una grande jeep con posti variabili da 6 a 11, alla cui guida c’è un ranger e sul cui cofano c’è appunto lo scopri orme. In questo ultimo tipo di safari la jeep può seguire percorsi anche al di fuori della strada principale e ciò, ovviamente, agevola la vista degli animali. Ancora ricordo un momento in cui il nostro ranger ha lanciato la jeep su un dirupo fra le frasche salendo praticamente parallelo al terreno alla ricerca di un leopardo che avevamo purtroppo solo intravisto.

I safari sono due, uno all’alba e uno al tramonto, i due momenti della giornata in cui è più facile avvistare gli animali.

Alla mattina la sveglia è alle 4.30 circa e il freddo si fa sentire perciò vengono fornite delle grandi coperte con le quali proteggersi dal freddo (buon per noi visto che ci hanno perso la valigia e abbiamo ricevuto i nostri bagagli solo 24 ore dopo l’arrivo) i posti migliori sono quelli esterni perché permettono di fare fotografie in libertà e con un buon obiettivo con focale lunga lo scatto d’oro è assicurato. Durante il safari del tramonto, la cui uscita è prevista per le 3.30 del pomeriggio, viene anche servito un aperitivo, una figata pazzesca se si pensa che si è nel mezzo della terra africana con i big five a pochi passi da te e con un sole tondo e affidabile di un rossastro che ti innamori.

Il safari della mattina si conclude verso le 9.30, momento in cui si ritorna al lodge e viene servita la colazione. I lodge più belli sono quelli ubicati davanti ad una pozza d’acqua perché a tutte le ore si possono avvistare gli animali che vengono ad abbeverarsi ed è veramente uno spettacolo. Nel nostro lodge al Kruger aveva preso residenza fissa presso la pozza un ippopotamo e spesso era possibile vedere branchi di elefanti e giraffe raggiungere l’oasi per dissetarsi.

Il safari in Africa è stata una delle esperienze più emozionanti mai provate. Perché ti permette un’immersione totale nella natura. Non la guardi semplicemente, ne diventi parte. Ti ci immergi a pieno e in maniera profonda a contatto con spazi sconfinati e animali selvaggi. E un’avventura che tutti dovrebbero provare almeno un volta nella vita.

E voi avete mai preso parte ad un Safari? Vogliamo conoscere le vostre esperienze!

 

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Prendere e partire tra CouchSurfing e au Pair

12 Set

Buongiorno cari lettori, la nostra special guest di questo mercoledì è Rossella che a breve partirà per una due mesi tra couchsurfing, volontariato e lavoro. Ci racconterà di un viaggio che è già iniziato non solo nella sua testa ma anche in rete collezionando contatti e incontri che prenderanno pian piano forma. A noi è piaciuto leggere del suo entusiasmo e crediamo sia un buon esempio da condividere con voi su come organizzare un viaggio in solitaria ma che in solitaria non è.

18 Ottobre 2012 ore 845 del mattino: in questa data partirò, anzi ho deciso di partire (mi piace di più e dà più enfasi a quello di cui vi parlerò a seguire) per New York, prima tappa di un viaggio che mi terrà lontana da casa per 2 mesi esatti.

E’ stata una scelta pensata e ripensata, ma tutto è stato deciso quando il 10 Agosto di quest’anno ho comprato due guide su New York alla Feltrinelli di Bari. C’è chi dice che il viaggio inizia quando si compra la guida per quella destinazione X e si inizia a sfogliarla, studiando le cartine allegate mi domandavo: “Dov’è l’aeroporto? E la Statua della Libertà? Mmm Chinatown? Il biglietto per il MoMa quanto costa?

Ed è così che il mio viaggio ha preso forma.

Sarò 3 settimane a New York facendo couchsurfing – sarà la mia prima volta – 3 settimane a Buffalo facendo l’au pair – e avendo la possibilità di vedere le fantastiche Cascate del Niagara a due passi da lì- , 4 giorni a Toronto sempre grazie al couchsurfing, 3 giorni a Montreal a fare visita ad alcuni parenti e poi di nuovo a New York per passare gli ultimi giorni prima del rientro.

Ma andiamo con calma, vi racconto come mi sono organizzata.

A metà agosto ho iniziato a cercare i voli per New York e mi sono iscritta a workaway, una grande community che mette in collegamento chi cerca un’opportunità di lavoro e chi, da “ospitante” – sia che sia un privato piuttosto che un’associazione – ha necessità di una mano nello svolgimento di diverse attività offrendo in cambio all’ospite vitto e alloggio.
Mi sono iscritta al sito pagando € 22,00 per due anni e ho trovato una donna che vive a Buffalo e ha necessità di avere un au pair che aiuti suo figlio nell’apprendimento dell’Italiano. Ci siamo messaggiate, abbiamo parlato via Skype e dopo una settimana circa ho avuto la sua risposta positiva.

Inutile dirvi che avevo già il mouse puntato sul pulsante “Compra”  per il volo aereo.

Ho prenotato i collegamenti fra New York, Buffalo e Toronto sul sito della Megabus, una compagnia di bus supereconomica che avevo utilizzato anni fa per girare la Scozia in tutta comodità. Vi dico solo che il prezzo più basso – che è quello al quale ho acquistato io – è di $ 1,50 fisso, sia che tu stia per acquistare un viaggio di otto ore piuttosto che uno di un paio.

Ho poi iniziato a familiarizzare maggiormente con couchsurfing. Sinora non avevo mai surfato ma ho avuto due piacevoli esperienze come ospitante qui a Brindisi, l’ultima la scorsa settimana quando è stata da me Sarah, una ragazza Americana che sta facendo un viaggio in giro per l’Italia e Europa proprio utilizzando la disponibilità di tanti viaggiatori come lei iscritti al sito.

Morale della favola: couchsurfing è una manna dal cielo, ho già trovato chi mi ospiterà per i miei primi dieci giorni a New York: Jim, un ragazzo che vive a Brooklyn per una settimana e poi Marissa, una ragazza che vive a Staten Island.

Sempre sulla bacheca di New York ho postato un messaggio nel quale cerco amici con cui andare alla sfilata di Halloween e ho già ricevuto risposta da un sacco di persone nonché sono stata invitata ad iscrivermi al gruppo “NYC Couchsurfing” per partecipare con tutti i membri del gruppo all’evento. Non sto a dirvi tutto quello che ho in mente di fare a New York, una marea di cose, compreso l’andare a pattinare sul ghiaccio per la prima volta in trentadue anni presso il Rockfeller Center, avete presente quella pista che mostrano ogni santo anno in TV dove vedete decine e decine di persone che leggiadramente volteggiano sui loro pattini? Ecco, io prima del mio rientro in Patria andrò lì e volteggerò proprio come loro…anche a costo di finire col sedere a terra…

…perché mi dimenticavo di dirvi che io sono “Pazza da legare”.

Enologica 33 sulla Strada del Sagrantino

11 Set

Enologica 33 è una grande manifestazione che coinvolge produttori vinicoli locali con fama mondiale e si svolgerà dal 14 al 16 settembre nella città del Sagrantino a Montefalco in provincia di Perugia.

Una tre giorni tra degustazioni di vino, convegni, concerti e vernissage.

L’associazione Strada del Sagrantino in collaborazione col Comune di Montefalco ha coinvolto wine e travel bloggers con l’obiettivo di mettere in vetrina il vino, vera e propria eccellenza del territorio. Come ben sapete, siamo amanti del buon vino, e quando ci è stato proposto di partecipare ne siamo stati entusiasti.

Il programma è veramente intenso e prevede varie iniziative fra cui la passeggiata dei sapori in cui potremo godere delle bellezze del territorio accompagnati in un percorso alla scoperta di profumi, sapori e scorci dei luoghi di produzione di questo vino. Visiteremo così varie cantine fra cui Arnaldo Caprai e Moretti Omero nel pomeriggio di sabato e Còlpetrone e Tenuta Castelbuono nella mattinata di Domenica.

Sabato sera al tramonto sarà invece la volta dei concerti a bordo vigna presso le cantine Lungarotti e Scacciadiavoli mentre domenica mattina all’alba parteciperemo ad un agro trekking fra le vigne.

La manifestazione si concluderà con una grande festa della vendemmia per le vie di Montefalco nel pomeriggio di Domenica.

Come sempre diffonderemo in tempo reale le nostre opinioni sulle degustazioni nelle cantine degli associati alla Strada e sugli altri eventi di Enologica attraverso la nostra pagina Facebook e il nostro profilo twitter, anche se sarebbe molto più bello se vi voleste unire a noi per questa esperienza tutta da gustare, che ne dite? noi vi aspettiamo là.

 

Si ringrazia Associazione Strada del Sagrantino per le fotografie utilizzate in questo post.

Santorini mon amour

10 Set

Viaggiare nella vita abbiamo viaggiato. Americhe, Africa, Oceania, Asia gli altri continenti almeno in parte li abbiamo toccati tutti.

Ma un’isola così spettacolare non ce la ricordiamo.


Santorni ti lascia senza fiato. Non scherziamo.  E’ davvero così.

Immaginatevi un’isola a mezzaluna, che si percorre in macchina in meno di tre ore da Sud a Nord, che da un capo vedi l’altro.

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Immaginatevi che innanzi a voi potete ammirare in tutto il suo splendore la caldera del vulcano e qualche altra piccola isoletta.

Immaginatevi paesini bianchi e luccicanti dalle pareti arrotondate appollaiati sulle scogliere a picco.

Immaginatevi una storia che parla di miti e una lingua antica che ti saluta al mattino dicendoti: “kalimera”.

Immaginatevi rocce nere, bianche e rosse da toccare e l’odore, ovunque, del mediterraneo.

Immaginatevi un cibo corposo fatto di creme e verdure freschissime condito con un formaggio bianco dal nome feta e pesce per tutti i gusti.

Immaginatevi vigne arrotolate, basse e intricate che producono un vino dal gusto intenso e profondo.
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E nonostante tutto questo immaginare ancora sarete lontani da ciò da cui i vostri sensi saranno invasi quando metterete piede su quest’isola.

Come muoversi:

Santorini dopo l’eruzione vulcanica del 1600 che ha inabissato parte dell’isola può essere considerato un piccolo arcipelago composto, oltre che da Santorini stessa, da altre quattro isole: Therasia anch’essa abitata, Aspronisi un grosso scoglio, Palea Kameni che ospita le sorgenti termali e Nea Kameni l’isola vulcanica più recente che contiene un vulcano ancora attivo. Tutte le isole sono raggiungibili con tour in giornata che partono dal molo turistico di Fira detto Fira Skala.

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L’isola di Santorini ha una superficie di quasi 80 Kilometri quadrati, il miglior modo per visitarla in totale libertà è dotarsi di un mezzo autonomo. Si può scegliere fra lo scooter, il quad oppure la macchina. Noi abbiamo scelto la macchina a noleggio ed in particolare una cabrio, l’ideale per le ore più calde anche se a Santorini soffia quasi sempre un vento imponente. Sull’isola gli autonoleggi sono numerosi, ci si può affidare al proprio hotel oppure prenotare in autonomia anche da casa grazie ad internet.
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punti panoramici secondo noi da non perdere sono:

Monte Profitis Ilias che coi suoi 576 metri d’altezza domina tutta l’isola

– Il faro di Cape Akrotiri che permette di avere una visuale su Aspronisi, palia Kameni e Nea Kameni

– la strada principale che da Fira porta ad Oia innalzata sul livello del mare

Allora? C’è bisogno di aggiugere altro per indurvi a metterla in programma come una delle prossime mete?

In partenza per Santorini

6 Set

Uno dei film che ogni anno guardo e riguardo è “che ne sarà di noi” un film sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, un film sul cambiamento e sulle scelte. Questo film è ambientato in un isola che sembra magica, dominata da un mulino a vento in cima ad una scogliera bianca. “In un Paese antico un ragazzo cammina in salita” così recita la voce fuori campo a pochi minuti dalla fine.

Che Santo è Santo Rini?” è invece una delle frasi che ogni volta mi fa più sorridere.

E così tra una replica e l’altra ho sempre sperato di poter esserci anch’io fra quelle casette dal tetto blu a guardare uno dei tramonti che dicono essere i più belli al mondo (wow ma sarà vero??? sembra un’esagerazione, no???? però guardate qui sotto, forse è veroooooo!!!)

Bene, stasera questo sogno diventa realtà! Grazie al contest #whysantorini , di cui vi abbiamo parlato qui a Giugno, passeremo il week end in questa isola delle Cicladi a festeggiare, pensate un po’, l’anniversario di matrimonio!

Io sono già pronta, l’unica cosa impegnativa sarà portare il vestito da sposa per rimembrare l’occorrenza, che ne dite, è un’idea un po’ troppo balzana? Cin Cin!

Qualche info utile per raggiungere Santorini

Santorini fa parte delle isole dell’arcipelago delle Cicladi, si trova sopra Creta da cui dista 189 km. A nord di Santorini si trovano le isole di Milo, Ios, Paros, Naxos.

Via mare: dall’Italia i traghetti fermano a Patrasso o a Igoumenitsa da cui dovrai spostarti su Atene siccome i traghetti per Santorini partono dal Pireo, ovvero il porto di Atene. Da Igoumenitsa Atene dista 439 km, mentre da Patrasso 209. Arrivare a Santorini in traghetto dall’Italia è abbastanza lungo e complicato calcola almeno un giorno e mezzo per gli spostamenti. A Santorini ci sono due porti: Athinios il principale, dove arrivano i traghetti, e Fira che è il porto utilizzato soprattutto per le escursioni per il vulcano, la Caldera e l’isola di Thirasia, oltre ad essere lo scalo per le navi da crociera.

Via aerea: varie sono le attuali compagnie low cost che raggiungono Santorini. Noi abbiamo scelto la neonata Volotea che parte dall’areoporto di Venezia Marco Polo. Oltre alle compagnie di bandiera greca, Aegean Airlines e Olimyc air che effetuano collegamenti con scalo su Atene, da Giugno a Settembre è possibile raggiungere l’isola con voli diretti operati da : Easyjet, Meridiana, Bule Air Express e diverse compagnie charter con partenze su tutto il territorio nazionae. Per avere un’idea di quale sia la compagnia più economica in questo post potete farvi un’idea di come facciamo noi.

Il mio approccio alla Malesia

5 Set

Buongiorno a tutti cari lettori. Oggi incontriamo Manuela, special guest del mercoledì che ci porterà in Malesia. Manuela ha vissuto più volte in questo straordinario paese e ha accettato di parlarcene un po’ alla volta sul nostro blog. Manuela nella vita oltre ad essere insegnante è anche artista e si occupa di teatro di narrazione. Per un mercoledì al mese diventerà per noi narratrice digitale e ci racconterà della sua vita da expat portandoci a conoscere alcuni angoli particolari di questo meraviglioso Paese.

Mi sono avvicinata alla Malesia, prima attraverso i racconti di mio marito, che vi lavorava, poi con visite sporadiche, a partire dal 2005, seguite da soggiorni-vacanza di settimane e mesi, nel 2006, fino a viverci in pianta stabile per poco piu’ di un anno fra il 2007 e il 2008. Poi l’ho lasciato per tornare in Italia, ma come un’amante che non si dimentica, la magia di questo paese ha continuato a stregare il mio cuore, tanto che biennalmente vi sono ritornata (2008 e 2010). Ogni 2 anni, precisi, il destino ha voluto che fortuite coincidenze mi riportassero li’.

Non l’ho amato da subito.

Inizialmente l’idea di vivere in un paese cosi’ diverso dal mio , di cominciare una nuova vita, un nuovo lavoro, nuove relazioni sociali dal niente mi spaventava.

Senza considerare gli aspetti piu’ concreti di questa diversita’: la lingua, il cibo, le usanze culturali, i costumi.

Ma questa paura si e’ sciolta velocemente quando mi sono accorta che la societa’ malese e’ un esempio eccellente di commistione di razze e culture diverse, essendo composta da malesi, cinesi e indiani del sud uniti dalla storia comune di una colonizzazione, quella britannica, che ha portato cinesi e indiani come forza lavoro in Malesia e da li’ poi il loro effettivo inserimento nel tessuto sociale e culturale. Dunque un put-pourri di lingue, di culture, di colori diversi che accoglie come benvenuto lo straniero.

Con tutti i suoi limiti, qui davvero si respira e si tocca con mano l’atmosfera interculturale che tanto si cerca di ricreare nelle scuole italiane. Essendo insegnante, certe cose mi saltano all’occhio: vedere bambini di 6,7 anni che parlano 3 o 4 lingue correntemente e’ semplicemente fantastico: il Bahasa, lingua malese ufficiale, il mandarino (e almeno 1 o 2 dei suoi dialetti) o il tamil (se indiano), l’inglese, altra lingua ufficiale. Mentre i nostri bambini a malapena sanno l’italiano corretto. A Kuala Lumpur ho vissuto davvero la parola integrazione. Bambini che conoscono rituali, usanze, costumi religiosi di culture cosi’ diverse tra loro, le rispettano, ci convivono come se fosse la cosa piu’ naturale del mondo. Qui i bambini davvero non badano molto al colore della pelle, abituati a giocare con gialli, neri, bianchi.

Forse dunque per questa varieta’ culturale, mi sono sentita subito a casa. Mi dilungherei all’infinito sulla ricchezza di un paese che sono 3 paesi insieme, in cui puoi vivere essendo mussulmano (i malesi), buddista (i cinesi) o induista ( gli indiani), dove puoi respirare il clima culturale di 3 paesi cosi’ diversi nella stessa citta’, ma divagherei troppo.

Oggi invece vorrei parlarvi di come inizialmente ho cercato di muovermi (in tutti i sensi!) a Kuala Lumpur, una citta’ che conta 2 milioni di abitanti e che e’ costruita in modo totalmente diverso rispetto le grandi citta’ europee. Come in tutto il resto dell’Asia, la caratteristica che spicca e’ la grandezza: spazi enormi, strade enormi, grattacieli enormi. Niente centro storico chiuso al traffico, piuttosto il contrario: qui il traffico pedonale e’ chiuso! Quasi nessuna possibilita’ di muoverti a piedi, specialmente se non sei un turista e non vivi in centro. Io abitavo a 15 minuti in auto dal centro ma per arrivarci dovevo prendere 2 autostrade.

Come potete immaginare, Kuala Lumpur, nonostante sia una delle citta’ piu’ piccole in Asia non e’ molto a misura d’uomo! Dopo le prime settimane di spostamenti in taxi (nella mia zona residenziale niente metro e pochi autobus), e dopo aver allacciato belle amicizie con alcuni italiani (cerco sempre di evitarli all’estero ma in questo caso un paio di persone mi sono state davvero care!), e’ iniziata la mia “avventura automobilistica”. Infatti una di queste amiche italiane (che e’ poi diventata collega di lavoro nella Jumping Jelly beans theatre company con cui ho collaborato) mi ha offerto il suo piccolo vecchio furgoncino che non usava piu’. Non e’ stato facile guidare sulle strade malesi (ad almeno 4 corsie per senso di marcia), sulla sinistra, alla maniera inglese, con parecchi motorini che ti sfrecciano su entrambi i lati della strada, e con un mezzo del genere ma dopo essermi persa un po’ di volte, in alcuni casi, aver impiegato il doppio del tempo necessario per raggiungere un posto, mi sono abituata ed e’ stato allora che abbiamo fatto l’upgrade! Cioe’ abbiamo sostituito il vecchio furgoncino che ci era stato prestato con una piccola jeep: kambara, comprata di seconda mano da un amico cinese meccanico. La sera, tornare a casa dal lavoro, dalla visita di qualche amico o dallo shopping in completa autonomia, senza averci impiegato un tempo smisurato e senza aver sbagliato nemmeno un’autostrada, con la mia piccola jeep, era una soddisfazione che nemmeno si puo’ immaginare!

Tutti matti per Colorno

2 Set

Come vi abbiamo anticipato nel post di venerdì scorso questo week end nei dintorni di Parma si tiene il festival di strada “Tutti matti per Colorno”.

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Un festival che richiama funanboli, giocolieri, musici da tutta Europa.
Gli spettacoli iniziano verso le 17 quando il cielo si tinge di rosa e si accendono le luci delle luminare tipiche del circo, quelle tonde a luce gialla appese a fili che attraversano la piazza.

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Colorno é già bella di per sé con la sua enorme Reggia bianca ed i suoi giardini ordinati e verdissimi.
La pioggia di questi giorni, poi, ha reso tutto più onirico.

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Abbiamo assistito allo spettacolo di un grande artista David Dimitri che viaggia con il suo tendone da circo allestendo tutto da sé e fra risate e apprensione regala uno spettacolo eccellente di quasi un’ora che conclude sul filo a otto metri da terra.
Vi lasciamo qualche foto da Instagram per darvi un’idea e augurarsi buona settimana, domani si rinizia!

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