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Un elenco, assolutamente soggettivo, di ciò che adoriamo fare a Berlino

10 Lug

Ammirare la Street art: alcuni quartieri di Berlino sono diventati dei veri e propri musei a cielo aperto dell’arte di strada. In particolar gli  edifici di Friedrichshain o di Hreuzberg. In molti preferiscono parlare di urban art per dare maggior credito a queste superfici dipinte che esprimono sogni e desideri  in una città spesso deturpata da km di cartelloni pubblicitari e la maggior parte dei berlinesi la accetta come l’espressione di artisti decisi a rivendicare l’esistenza di uno spazio pubblico a disposizione di tutti.

Per molto tempo l’espressione di questa Berlino alternativa è stato un edificio liberty sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale in Oranienburg Strasse ma che, come qui abbiamo scritto, ha ormai visto la sua fine per essere ridestinato ad uffici o centro commerciale. Le tecniche di pittura sono diverse e vanno dagli stencil agli stickers piazzati su semafori e cartelli stradali, su tutto però regna la provvisorietà in un continuo processo di creazione e distruzione.

Passare una Domenica al Mauerpark: questo parco ben tenuto e preso d’assalto la domenica occupa l’area verde dell’ex “striscia della morte” nel quartiere di Prenzlauer Berg. Ci si va soprattutto per distrarsi, stare con gli amici e perché no, ascoltare buona musica.

Folle di berlinesi e turisti vi si recano perché la Domenica ai lati del parco si tiene un simpaticissimo mercatino delle pulci e questa tappa è assolutamente irrinunciabile in una bella giornata di sole. E’ il paradiso del vintage dai vestiti anni 60/70 ai dischi in vinile alle vecchie radio d’epoca.  Spettacolare assistere al pomeriggio al Karaoke della piazza centrale, noi non volevamo più venir via.

Scoprire la città in bicicletta: piatta come una tavola Berlino sembra fatta apposta per la bicicletta. Le vie ciclabili sono fantastiche, la città ha speso 2.5 milioni di euro per estenderle e oggi può vantare 130 km per le due ruote.

Lasciarsi coinvolgere totalmente dal Judisches Museum: un viaggio interattivo attraverso duemila anni di storia degli ebrei in Germania. Interattivo e moderno è senza dubbio di fortissimo impatto emotivo. Ugualmente interessante è l’imponente edificio metafora tridimensionale della tormentata storia degli ebrei. La struttura a zig zag riprende la forma della stella di David, le sue pareti in zinco sono ad angolo acuto e al posto delle finestre ci sono solo fessure a spezzare il guscio argentato esterno. Infine una ripida scalinata conduce a tre passaggi che si intersecano e che rappresentano il destino degli ebrei durante il nazismo: morte, esilio e continuità.

Passeggiare lungo la East side gallery: il più lungo pezzo di muro lasciato in piedi per un km e 300 metri che si snoda lungo la Sprea. Nella primavera del 1990 questo lato di muro fu affrescato con 106 dipinti di artisti provenienti da ogni parte del mondo. Il progetto originario prevedeva che il muro venisse smontato e portato in giro per il mondo. Lo smog e gli atti di vandalismo hanno reso necessari due interventi di restauro.

Oziare a Tiergarten: uno dei parchi urbani  più vasti del mondo, una meraviglia di tranquillità in mezzo al caos cittadino. Meta preferita dei Berlinesi che amano il jogging ed i pic nic, prendere il sole o semplicemente abbronzarsi. A piedi il parco si attraversa in un’ora ma noi vi consigliamo di fermarvi al Biergarten del Cafe am Neun See.

e naturalmente viverla il più possibile grazie ai suoi locali spettacolari come lo Yaam o il White Trash dove chissà si può anche ricevere una proposta di matrimonio!

E per quanto riguarda voi, qual’è il vostro elenco, assolutamente soggettivo, di ciò che adorate fare a Berlino?

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White Trash, Rock’n’Roll Paradise a Berlino

29 Mar

La città di Berlino offre (beati i suoi abitanti) una infinità di locali in cui trascorrere le serate, ma a mio parere ce n’è uno che deve stare in cima alla lista: il White Trash in Shonhauser allee 6 – 7.

Saltando a piedi pari la descrizione della bellissima serata trascorsa tra le sue mura, voglio elencare i suoi ingredienti principali per farvi arrivare subito al sodo:
– arredamento da ex ristorante cinese
– sala tatuaggi al piano inferiore
– cinema per fumatori che proietta cult B movies
– valanga di concerti (dal Metal al Garage passando per Punk, R’n’R , Beat,Psychedelic, ecc…)

Praticamente vi sentirete catapultati sul set di un film di Quentin Tarantino!!!

Due i consigli.
Primo: vestitevi leggeri perché vi sarà impossibile resistere al richiamo della pista.
Secondo: arrivate in taxi, bici, metro, a piedi ma non in auto perché all’uscita perfino gli astemi se ne usciranno barcollando (tequila, cocktail e birre a fiumi)!

Spettacolo nello spettacolo sicuramente la fauna del locale…indescrivibile!


Nel caso non l’aveste capito il White Trash è il miglior locale in cui il sottoscritto abbia mai messo piede.

Rock’n’Roll (style) will never die!

Berlino: chiude il Tacheles

23 Mar

Oggi su twetter Roberto Saviano scrive: ” Lascio Berlino, città-laboratorio con l’ansia di trasformazione e con un imperativo: capire ciò che le viaggia attraverso e intorno”.

Per me con queste poche parole, lo scrittore condensa l’anima della Capitale tedesca. Ho amato Berlino appena l’ho incontrata. Adoro la sua aria da donna navigata ma con continua voglia di cambiamento. Adoro il suo essere fucina di avanguardie artistiche, ci entro e sento tutto un fremito, sento la sua vita, sento la sua arte e le sue molteplici sfaccettature!

Quando l’ho conosciuta per la prima volta nel 2006 solo una cosa avevo nella mente, andare al Tacheles, quel pazzo centro sociale simbolo della Berlino del dopo muro di cui Caterina, amica cresciuta insieme a me e erasmus per un anno in Germania, mi aveva più volte descritto.

Io ho fatto l’Università a Bologna e, pur non essendo una squotter, mi piaceva frequentare ogni tanto i suoi centri sociali. E quel Tacheles, mi sembrava di aver capito, fosse un concentrato di un’ umanità artistica che in Italia ci sognavamo. Era mia intenzione quindi conoscerlo a tutti i costi.

 

Per chi non c’è stato vi dovete immaginare un enorme casermone stile nazista (e a dir la verità lo era proprio) pieno di artisti che ci vivono dentro o vi hanno installato i loro atelier. Scale in ferro, muri che traboccano scritte, lunghi corridoi, un caffè a dir poco surreale  e un giardino abitato da giganti di ferro.

Il Tacheles è sempre stato il punto di riferimento della Berlino ribelle, sovvenzionata dallo stesso Comune che dava in affitto agli artisti luoghi a basso prezzo sicuri che questi li avrebbero riabilitati attraverso la propria creatività (il così detto fenomeno di gentrification). Negli anni il Tacheles ha acquisito sempre più fama, diventando la terza attrazione turistica Berlinese, per numero di visitatori, dopo il Reichstag e il Pergamon Museum.

Quando l’anno scorso sono tornata a Berlino ho voluto assolutamente portarci il mio nuovo compagno di viaggi e di vita, Golix.

Ci imbattemmo in adesivi con scritto “support Tacheles”. Appresi così velocemente che, a causa del fallimento del Focus Group, società che dava in affitto l’edificio, la banca aveva potuto metterlo all’asta.

E ieri il Tacheles ha chiuso per sempre i battenti. La gente continua a manifestare ma ormai l’emblema della creatività Berlinese non ha scampo. Cederà il passo a edifici di lusso.

E sono triste. Certo nel 2011 il Tacheles già non era più quello di cinque anni prima, forse era già un pò morto, forse mal gestito o mal frequentato ma pur sempre emblema di una società resistente.

Azzardarsi a Berlino

6 Mar

Due innamorati, una Honda Jazz e 2500 Km da percorrere incontro alla vita, verso una nuova vita.

Siamo partiti un mercoledì mattina alle sei da Reggio Emilia e siamo tornati sei giorni dopo facendo meta a Berlino e passando per Bamberga.

Siamo partiti morosi come si dice dalle nostre parti e siamo tornati promessi sposi perchè in quel viaggio, una sera abbastanza calda di un 22 aprile qualunque, dopo 3 mesi che mi conosceva Luca mi ha chiesto di sposarlo.

“Ti ricorderesti di respirare se ti chiedessi di sposarmi” mi ha detto in un meraviglioso ristorante turco di Kreuzberg.

Berlino mitica cornice di una scelta che in tanti hanno definito: pazza, azzardata e chi più ne ha più ne metta!

Anche Berlino in fondo è un pò così, pazza coi suoi locali esageratamente eccentrici, azzardata essendo patria di avanguardie artistiche.

Perdersi a Berlino mi piace tantissimo, basta scegliere un quartiere e buttarsi dentro a qualche porta.

Si scoprono così mondi all’alice nel paese delle meraviglie.

E il paese delle meraviglie è anche quello in cui sto vivendo io dopo sei mesi di matrimonio con Luca.

E pensare che tutto è partito da una Honda Jazz!

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