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Sagrantino: quando ci si mette la faccia

20 Set

Guido, Marco, Liu, Grazia, Paolo: facce, volti, sorrisi che si nascondono dietro ad una Cantina vinicola.

Conoscerli non è stato solo piacevole, è stato importante perché si è trattato di un contatto vero, di quelli che quando torni a casa ti senti più ricco. Durante il nostro soggiorno a Montefalco l’associazione Strada del Sagrantino ci ha organizzato una visita individuale a diverse cantine vinicole della zona e così abbiamo avuto il piacere di conoscere i proprietari.

i proprietari delle Cantine Perticaia

Guido ci ha parlato proprio di questo, mentre noi degustavamo il suo vino, dell’importanza dell’incontro fra le persone. Guido trasuda passione e amore incondizionato per il suo Sagrantino, lo definisce un vino dalle grandi potenzialità inespresse, e ci ha creduto davvero quando da originario della Romagna ha deciso di trasferirsi qui con la moglie. Ha aperto nel 2000 le cantine Perticaia perché tutti possano usufruire di questo patrimonio e ha chiamato l’azienda con la parola con cui nel linguaggio antico si chiamava l’aratro, proprio per sottolineare il legame indissolubile con la terra e il profondo radicamento col territorio. Lui, il cui nome significa vite.

viale di accesso alle Cantine Caprai

Marco proprietario delle Cantine Caprai ci invita ad unirci ad una tavola già imbandita dove lo chef Salvatore Denaro tiene banco. Una cucina con vista a perdita d’occhio sui filari, una tavola lunghissima a cui siedono i commensali e buon vino che non guasta. Marco sa come accogliere la gente e farla subito sentire parte della compagnia. E’ istrionico quanto il suo fidato chef che dopo aver chiuso i battenti del proprio ristorante ha preso dimora qui e gestisce mirabolanti cooking class che già di per sé sono uno spettacolo.

Cantine della Tenuta Scacciadiavoli

Liu giovane ma non in erba enologa dell’azienda Scacciadiavoli, ci accompagna in una visita alle storiche cantine, ora proprietà della famiglia, edificate nel lontano 1884 ad opera di un principe. Ci spiega che il nome Scacciadiavoli deriva da quello di un antico borgo che sorge in prossimità della tenuta dove risiedeva, appunto, un esorcista. Anche nei suoi occhi si legge tutta la passione e l’amore per un prodotto che grazie a questa capacità umana non ha che da crescere negli anni.

tramonto sul vigneto della Tenuta Lungarotti

Grazia si occupa delle pubbliche relazioni per la Tenuta Lungarotti ma quando ce ne parla, in inglese forbito essendoci accodati ad una visita di due californiani, è come se parlasse di qualcosa di suo. L’azienda sorge nel piccolo borgo medievale di Torgiano e comprende anche due musei (Museo del vino e Museo dell’Olivo e dell’olio) e un resort. La passione per l’azienda gliela si legge dritta negli occhi e quando ci guida fra i locali della cantina moderna ne è così fiera che quasi sembra che stia parlando di casa.

ingresso alle cantine Le Cimate

Paolo è il primo proprietario che abbiamo incontrato e gestisce insieme alla sorella, la cantina Le Cimate, cantina giovane, nata nel 2011 ma presente nella storia del Sagrantino da più di sessant’anni. La cantina è infatti il frutto del lavoro di tre generazioni, il nonno da sempre dedito all’agricoltura, il padre che ha avuto il coraggio di credere in questo investimento e Paolo che ha deciso di dedicare la sua vita al vino e ha tutto l’entusiasmo di chi assumendosi un grosso rischio vuole farcela davvero. Tra le sue parole si legge l’ambizione di emergere, la voglia di portare il proprio vino a livelli alti.

degustazione presso le Cantine Perticaia

Per un enotour nelle terre del Sagrantino vi consigliamo:

le splendide degustazioni di vino e pecorino gestite da Guido e dalla moglie presso le Cantine Perticaia;

le cooking class di Salvatore Denaro alle Cantine Caprai;

una visita alle storiche cantine Scacciadiavoli per osservare il sistema di vinificazione a caduta e per assaggiare lo Spumante Brut metodo classico da uve di Sagrantino;

di assaggiare il Toralco (vino rosso composto da Cabernet Sauvignon, Merolt e Sagrantino) alla Tenuta Lungarotti e godervi un trattamento di vinoterapia presso il loro centro benessere;

di pranzare nella sala degustazione della Cantina Le Cimate.

Che ne dite? Vi abbiamo fatto venire voglia di un viaggio nel cuore dell’Umbria o no?

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Cinema divino tra vini e film in cantina

1 Set

La sala ha il soffitto di stelle.

In sottofondo il ticchettio del proiettore 35 mm spezza il silenzio circostante.

Tu sei comodamente seduto  e assaggi tre diverse tipologie di vini.

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E’ un sogno? No è realtà grazie a Cinemadivino che quest’anno arriva alla nona edizione in Emilia Romagna ed apre i battenti anche in Toscana, Sardegna, Marche, Abruzzo, Piemonte e Lombardia.

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La manifestazione, che abbina il vino a grandi pellicole, è partita a Giugno e terminerà il 10 Settembre con una grande festa conclusiva a Faenza (il programma è consultabile anche tramite app per I Phone).

Su invito di Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna vi abbiamo preso parte giovedì scorso a Scandiano nei pressi di Reggio Emilia.

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La serata è stata molto piacevole complice il buon vino autoctono (abbiamo degustato della Spergola e del Lambrusco) abbinato ad un film delicato e aspro come “The Rum diary“. Unico neo la location, la corte interna della Rocca dove l’illuminazione lascia un po’ a desiderare. Avremmo preferito una cantina vinicola come in altri appuntamenti accade e un produttore amante del proprio lavoro a spiegarci le differenze dei vari vini.

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Guardarsi un film all’aperto, nelle sere d’estate, è uno dei tre piaceri più intensi della vita. Il secondo è godersi un buon bicchiere, magari accompagnato dai sapori giusti. Il terzo (in ordine di apparizione e non di merito) è una buona compagnia, amichevole, affettuosa, erotica, sentimentale o più semplicemente gradevole.   – Massimo Montanari –

Di cantina in cantina alla scoperta del Soave e dell’Amarone

28 Mag

Che giornata ieri ragazzi, come ogni anno abbiamo aderito alla manifestazione di cantine aperte (se non sai di cosa si tratta leggi questo post) e come ogni anno ne siamo soddisfattissimi. Anche Luca è contento seppur preferisca la birra artigianale, a dir il vero alla fine della giornata ci ha trascinati al birrificio Scaligero, un microbirrificio artigianale a pochi km da Soave.

Su idea di Daniele che era con noi insieme a Silvia siamo partiti alla volta del Veronese direzione Soave, paese che non conoscevamo e di cui siamo rimasti piacevolmente colpiti!

Si tratta di un paesino che merita una visita in quanto contornato da mura scaligere molto suggestive e disseminato di palazzi del 1300 di forte impatto visivo.

Siamo riusciti a visitare ben cinque cantine in una dodici ore no-stop tra degustazioni e visita alla produzione. Tutte le cantine che abbiamo visitato sono a conduzione famigliare di cui due di produzione biologica, sono aperte tutta la settimana e disponibili per visite guidate e degustazioni su prenotazione.

Balestri Valda: è stata la prima cantina che abbiamo visitato e ci ha colpiti molto per la bellezza del paesaggio circostante e del roseto che ti accoglie all’entrata. Abbiamo incontrato persone che visibilmente amavano il loro lavoro e sanno come comunicarlo. Il loro vino Soave ci è piaciuto molto. Abbiamo visitato le cantine e siamo rimasti colpiti dalle botti in cui viene barricato anche il bianco.

Roncolato Antonio: questa è la cantina che ci è piaciuta meno di tutti e che se avete poco tempo non vi consigliamo di visitare. Il loro vino ci è sembrato elementare e anche l’azienda non merita molto la visita.

Corte Mainente : questa cantina si trova alle porte del centro storico di Soave. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dal buon rapporto qualità-prezzo del loro Soave e sopratutto del Recioto bianco (7.20 euro una bottiglia a nostro avviso veramente buono).

Azienda agricola Prà: un’azienda a conduzione famigliare da non perdere! La location merita una visita non fosse altro per la casa patronale con splendide cucine e cantine. Qui è dove abbiamo assaggiato il primo Amarone della giornata.

Trabucchi d’Illasi : abbiamo concluso in bellezza con una festa in un’azienda spettacolare. Certo le degustazioni avevano un costo che variava dai 5 ai 10 euri ma li valevano tutti per vini pluripreniati! A dispetto dell’azienda che nell’area esterna è veramente spettacolare con un panorama mozzafiato siamo rimasti un pò delusi dalle cantine molto industriali.

A pranzo ci siamo fermati a Soave all’Enoteca il Drago in piazza Antenna 1. Ve la consigliamo per la qualità del cibo ma anche perchè è ospitata in uno dei palazzi storici di soave, quello del Tribunale che ancor oggi è attivo.