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Valencia val bene un week end

18 Apr

Conosco Valencia dal 1998 da quando in Erasmus ho conosciuto due ragazze di lì: Alicia e Marita. Durante l’esperienza universitaria ci siamo unite tantissimo e da lì ad invitarmi nella loro città d’origine il passo è stato breve.

Da quando l’ho visitato per la prima volta tredici anni fa la città è cambiata tantissimo.

Nel 1999 me la ricordo come una cittadina poco sviluppata e senza grandi attrazioni a parte la sfavillante manifestazione di Las Fallas che si tiene a Marzo.

A più di dieci anni di distanza Valencia sta assistendo ad un grande sviluppo. Vi sono ritornata poco più di un anno fa e quasi non l’ho riconosciuta.

Abbiamo dormito insieme ad altre tre amiche in un appartamento in pieno centro consigliatoci da Alicia. Unico neo la zona densa di prostituzione anche se non abbiamo avuto nessun sentore di pericolo.

Il centro storico è carino, caratterizzato dalla classica gran via centrale piena di negozi e grandi firme internazionali.

La città della scienza è stata disegnata dall’architetto Calatrava su commissione della Comunità Valenciana per l’expo del 2000. Nasce sul letto del fiume Turria, che anticamente attraversava la città, la cui innondazione ha distrutto Valencia e per questo motivo è stato deviato.

La città si è così ritrovata con un letto del fiume vuoto e ha chiesto alla popolazione di esprimersi sulla sua destinazione: scegliere fra un’autostrada o un immenso parco pubblico. Incredibilmente i cittadini hanno scelto di riconvertire l’area in un grande parco pubblico. E’ stata così creata questa area accessibile a tutti che comprende giardini botanici, attrezzatture sportive e un grande polmone verde in cui è splendido passare una giornata di sole.

La città della scienze e delle arti si compone di un teatro dell’opera con caratteristiche acustiche di altissimo livello, l’emisferico per la visione di film in treD, il Museo della scienza su tre piani di cui uno dedicato al genoma umano, uno ai fenomeni fisici e il pianottera che oltre gli spazi commerciali ospita installazioni (ogni mese ci sono padiglioni monografici in cui i visitatori possono assistere a esperimenti su temi ad hoc), un edificio per eventi sportivi e convention ed infine l’oceanografico.

E’ consigliatissima una puntatina alla zona marittima che comprende la malvarosa,  la spiaggia di punta e il paseo marittimo, una lunga lingua sul mare disseminata di localini dove i Valenciani sono soliti passare le loro domeniche.

La zona del centro patria della movida notturna è la calle de caballeros in cui troneggiano i tapas bar. I miei personali posti preferiti sono: El Molin in calle Bolseria 40, alla taberna Jamon  in calle Bolseria 36 e la Pilareta in calle Moro Zeit 13.

E i vostri posti preferiti di Valencia quali sono?

Yaam, un angolo di giamaica a Berlino

27 Mar

La prima cosa che ho visto di Berlino durante la mia ultima visita è stato lo Young and African Arts Market e me ne sono innamorata!

Quando si pensa a Berlino l’ultima cosa che viene in mente è la spiaggia o la musica giamaicana. Ma allo Yaam questo diviene realtà.

Beach bar che esiste da ormai 15 anni  è diventato un vero must per il tempo libero ed incarna al meglio la Berlino multiculturale.

Dovete immaginarvi un centro sociale all’aperto adagiato sulla sabbia con zona chill out e bar, pista da skate, ristorantini, campo per i tornei sportivi.

E musica raggae, ovunque…

Giovani, lavoratori, studenti, famiglie all’ora dell’aperitivo durante le belle serate primaverili ed estive, quando il tempo lo permette, si ritrovano qui.

Si ordina un Cocktail a basso prezzo e ci si adagia sulle rive della Sprea. Poi quando viene un pò di fame si può scegliere fra cibo caraibico o africano, alette al curry, kebab…

Lo Yaam è facilmente raggiungibile in quanto situtato all’inizio dell’east side gallery, immerso fra i graffiti è il regno dei graffittari.

Val bene una visita, non vi pare???

Berlino: chiude il Tacheles

23 Mar

Oggi su twetter Roberto Saviano scrive: ” Lascio Berlino, città-laboratorio con l’ansia di trasformazione e con un imperativo: capire ciò che le viaggia attraverso e intorno”.

Per me con queste poche parole, lo scrittore condensa l’anima della Capitale tedesca. Ho amato Berlino appena l’ho incontrata. Adoro la sua aria da donna navigata ma con continua voglia di cambiamento. Adoro il suo essere fucina di avanguardie artistiche, ci entro e sento tutto un fremito, sento la sua vita, sento la sua arte e le sue molteplici sfaccettature!

Quando l’ho conosciuta per la prima volta nel 2006 solo una cosa avevo nella mente, andare al Tacheles, quel pazzo centro sociale simbolo della Berlino del dopo muro di cui Caterina, amica cresciuta insieme a me e erasmus per un anno in Germania, mi aveva più volte descritto.

Io ho fatto l’Università a Bologna e, pur non essendo una squotter, mi piaceva frequentare ogni tanto i suoi centri sociali. E quel Tacheles, mi sembrava di aver capito, fosse un concentrato di un’ umanità artistica che in Italia ci sognavamo. Era mia intenzione quindi conoscerlo a tutti i costi.

 

Per chi non c’è stato vi dovete immaginare un enorme casermone stile nazista (e a dir la verità lo era proprio) pieno di artisti che ci vivono dentro o vi hanno installato i loro atelier. Scale in ferro, muri che traboccano scritte, lunghi corridoi, un caffè a dir poco surreale  e un giardino abitato da giganti di ferro.

Il Tacheles è sempre stato il punto di riferimento della Berlino ribelle, sovvenzionata dallo stesso Comune che dava in affitto agli artisti luoghi a basso prezzo sicuri che questi li avrebbero riabilitati attraverso la propria creatività (il così detto fenomeno di gentrification). Negli anni il Tacheles ha acquisito sempre più fama, diventando la terza attrazione turistica Berlinese, per numero di visitatori, dopo il Reichstag e il Pergamon Museum.

Quando l’anno scorso sono tornata a Berlino ho voluto assolutamente portarci il mio nuovo compagno di viaggi e di vita, Golix.

Ci imbattemmo in adesivi con scritto “support Tacheles”. Appresi così velocemente che, a causa del fallimento del Focus Group, società che dava in affitto l’edificio, la banca aveva potuto metterlo all’asta.

E ieri il Tacheles ha chiuso per sempre i battenti. La gente continua a manifestare ma ormai l’emblema della creatività Berlinese non ha scampo. Cederà il passo a edifici di lusso.

E sono triste. Certo nel 2011 il Tacheles già non era più quello di cinque anni prima, forse era già un pò morto, forse mal gestito o mal frequentato ma pur sempre emblema di una società resistente.

Dove ascoltare musica jazz a Barcellona

24 Feb

Se amate il jazz e siete a Barcellona nel Barrio Gotico trovate due locali di musica dal vivo veramente imperdibili. Entrambi si trovano nei pressi di Placa Reial:

Cafè Royale (dietro Placa Reial in calle Nou de Zurbano) ambiente anni ’80 con divanetti rossi e concerti che spaziano dallo swing, al funk, beat, soul-jazz.. dove è possibile entrare per un drink ed ascoltare musica  ma la consumazione è obbligatoria;

oppure Jamboree jazz-club (Placa Reial 17) che propone una programmazione molto interessante, i concerti sono tutti a pagamento  (si spende circa dalle 8 alle 30 euro a seconda degli artisti), vi consiglio di prenotare un tavolo oppure se preferite potete assistere allo spettacolo stando alla barra (in piedi a bancone).

Dove bere birra artigianale a Roma

15 Feb

Ciao BB#3…ma a proposito…chi sono questi Birretta Boyz?

I BBz sono quattro persone assolutamente comuni ed anonime che fanno della loro superficialità un vanto e  della birra di qualità una necessità…come del resto dovrebbero fare tutti gli esseri umani per vivere in maniera pacifica in questo mondo afflitto e travagliato.

Bene, quindi dove ci consigli di andare a bere una buona birra nella capitale?

Tre sono i posti fondamentali dove recarsi in pellegrinaggio, ognuno con caratteristiche  assai diverse: il Ma che siete venuti a fa’, il 4:20 e l’Open Baladin. 

L’Open (via degli specchi 6, zona campo de’ fiori) è caratterizzato dallo stile del birrificio cuneense,  cioè un mix vintage-circense, in cui dominano l’assortimento di birre italiane e le numerose spine.

Il 4:20 (via portuense 82) è a mio parere uno dei migliori locali in cui sono mai stato: cucina veramente ottima, arredamento assai curato e birre spettacolari provenienti prevalentemente dal resto del mondo.

Concludo con il Ma che siete venuti a fa’  (aka Macche, via benedetta 25 Trastevere), una vera e propria istituzione! Un locale veramente unico. Un paio di stanze microscopiche, personale che definire pittoresco e caloroso è assai riduttivo ( pensate che sabato scorso avevano organizzato un torneo di subbuteo!!!) e le birre…vere e proprie chicche da tutti gli angoli del pianeta! Serve aggiungere altro? Ah, non sono attrezzati con la cucina, ma come recita il celebre motto dei BBz: “hai fame?” “BEVITI UNA BIRRA!”

Se volete portarvi a casa un souvenir dalla Capitale lasciate stare la solita statuina del Colosseo, passate al beershop Domus Birrae (via Cavour 88) e fate spesa!

Prosit!

Piccola città, la mia: Reggio nell’Emilia

3 Feb

Sì oggi voglio proporio fare un bel post sulla mia città: Reggio Emilia.

Provinciale, sicuramente.

Però non dimentichiamoci che è qui che è nato il tricolore!

Cosa poter fare in questa piccola città come diceva Guccini?

Beh, se vi capita di passare di qui, magari per le due manifestazioni più importanti a cui la città ha dato i natali, (fotografia europea che si tiene il primo week end di Maggio o il Reggio Film Festival, festival di cortometraggi che si tiene pressapoco a metà novembre) vi dò qualche dritta su dove andare.

Per pranzo vi consiglio sicuramente un’ osteria aperta da poco ma davvero speciale.

Ci sono stata a pranzo proprio oggi. E’ un’osteria di quelle di una volta in cui mangiare buon cibo emiliano seduti fra tavoli e sedie in legno, con salumi in bella vista a lato del bancone, un’atmosfera famigliare  e il nome preso a prestito dalla “rezdora” (dicesi “rezdora” signora di una certa età dedita alle attività di cucina e alla preparazione del cibo).

L’osteria si chiama Guerrina e si trova in via Migliorati, 2.

Poi con la pancia piena non vi rimane che esplorare un pò la città. Potrete ammirare le mostre temporanee di Palazzo Magnani in Corso Umberto oppure la collezione della Fondazione Maramotti dove troverete, al 66 di via Fratelli Cervi, in esposizione oltre duecento opere rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 a oggi.

Per finire è d’obbligo, a mio avviso, un salto alla sala del Tricolore che ha dato i natali alla nostra bandiera.

Uscendo, dando le spalle al Municipio troverete sulla vostra destra dei portici, attraversateli e arriverete in una delle tre piazze più belle della città, piazza Casotti. Poco più in là, l’unico indirizzo che mi sento di consigliarvi per lo shopping: la Bottega del Legatore dove Maddalena produce dalla propria fantasia oggetti in carta di tutti i tipi.

La seconda piazza che vi consiglio di visitare è Piazza della Vittoria o meglio conosciuta come piazza dei teatri con la sua splendida fontana.

Per una tappa aperitivo le scelte sono varie: potreste spostarvi verso viale Simonazzi, ormai via dei locali, dove vi consiglio di fermarvi alla Bottega dei Briganti, un piccolo angolo parigino anche da noi. Oppure  potrete rimanere in centro e dirigervi nella piazza che davvero un pò ci ricorda Place du Vosges e cioè piazza Fontanesi. Qui in estete potrete sorseggiare un ottimo spritz al “Dimmelo tu” oppure cenare con un buon tagliere dal “Salumaio”, la cortesia non è il loro forte ma la location te lo fà dimenticare!

Quanto adoro gli spettacoli de Le Cirque du soleil

14 Gen

Ho conosciuto le cirque de soleil per caso cinque o sei anni fa. A Bologna per più di un mese è rimasto in cartellone lo spettacolo “Allegria” e alla fine mi ero decisa ad andare.

Me ne sono innamorata. Le cirque de soleil è molto più di uno spettacolo circense, è molto più di uno spettacolo teatrale, è molto più di un musical. E’ impossibile descriverlo a chi ancora non ne ha assaporato la magia. Certo i biglietti non sono a buon mercato ma ne vale la pena. E’ magia pura. Vagamente lo si può capire vedendo i trailer degli spettacoli sul sito ufficiale http://www.cirquedusoleil.com/en/welcome.aspx

Nello stesso momento nel mondo si possono vedere vari spettacoli, uno diverso dall’altro ed è anche possibile vedere gli stessi spettacoli in posti diversi in quanto ci sono vari gruppi che fanno parte della stessa compagnia.

Ci sono poi luoghi in cui si può assistere a spettacoli fissi come capita con Love a Las Vegas che deve essere proprio uno spettacolo mitico, andrei a Las Vegas solo per quello.

A Marzo in Italia,  a Roma, arriverà Saltimbanco. Io l’ho visto a Montreal, quartier generale de le cirque du soleil in cui nasceva negli anni settanta. Personalmente è lo spettacolo dei quattro fin’ora visti che mi è piaciuto meno.

Ovviamente non vale la pena aspettare che gli spettacoli arrivino in Italia ma vederseli quando si è in giro per il mondo.

Io ho avuto il piacere di vedere Wintuk a New York (di cui v inserisco le foto alla fine del post) e Corteo a Parigi.

Semplicemente due sogni ad occhi aperti.

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