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In Umbria la scultura-architettura di Arnaldo Pomodoro è anche cantina

22 Set

Ci si arriva percorrendo una strada tra le colline umbre. Sulla via alcune sculture presagiscono lo spettacolo che poco innanzi vi si parerà davanti. Improvvisamente si staglia nel cielo una colonna rossa che completa il paesaggio.

E poi  eccolo lì: Carapace.

Realizzata da Arnaldo Pomodoro per la tenuta Castelbuono come scrigno per il Sagrantino, il Carapace è l’unica scultura al mondo dove si vive e si lavora. E’ un’opera unica in cui arte, natura e vino si fondono in un tutt’uno di grande impatto visivo.

Per idearla Pomodoro si è ispirato ad un animale, la tartaruga, che emerge dal centro della terra per mostrare il suo involucro esterno. La scelta è dovuta alle caratteristiche di longevità che condivide con il vino che custodisce. Sì, perché osservandola da fuori ci si dimentica che il Carapace è soprattutto una cantina, di proprietà dei Lunelli, già noti nel panorama vinicolo per lo spumante Ferrari del Trentino.

Il vino sta invecchiando e bisogna lasciarlo invecchiare in pace.

Al suo interno un doppio bancone luccicante rosso e i bicchieri pronti per la degustazione, mentre al piano inferiore le botti dove il vino lentamente invecchia circondato da pareti azzurre e un altare, sì proprio un altare, per il Sagrantino.

Se vi piace il buon vino e amate l’arte di Arnaldo Pomodoro almeno la metà di quanto l’amiamo noi non potete perdervela.

E’ sicuro.

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A Montefalco per la festa del Sagrantino

19 Set

Colore rubino intenso che quando si fa vecchio tende al granato. Profumo di more. Sapore asciutto.

Siamo nel cuore dell’Umbria sulle colline di Montefalco e il vino che stiamo degustando è il Sagrantino. Ogni anno la cittadina lo celebra per tre giorni e il tutto culmina in una grande festa della vendemmia nella sua bella piazza circolare. Giovani avvinazzati, anziani col cappello di paglia, musica e balli, crocchi di persone che cantano “O sole mio”, bambini che fanno il giro giro tondo o cercano di capire come funziona un torchio, avventori sull’ultimo salume, vestiti a quadri, pannocchie e grappoli d’uva.

Vorrei esser nata a Montefalco solo per poter vestire i panni della contadina e prendere parte a questa festa. Io che vengo dalla terra del Lambrusco non posso che amare questo luogo dove le donne pigiano, almeno per un giorno, il vino coi piedi, come mio nonno ancora fa fare a mia nonna nell’aia della casa.

Una festa, quella della vendemmia, che nasce nel 1934, subisce uno stop per forze di causa maggiore e riprende per poi arrivare fino ad oggi.

banco d’assaggio alla presenza dei sommelier

L’associazione Strada del Sagrantino ci ha invitati a seguire Enologica33 che vede Montefalco come centro nevralgico delle attività. Fra le belle vie del centro medievale si può partecipare al banco d’assaggio dove i 19 produttori associati propongono i loro vini in degustazione. La scelta è ampia, i vini in degustazione sono per lo più il Montefalco Rosso, il Sagrantino Montefalco e il Grechetto.  Altra attività molto interessante è prendere parte alle passeggiate dei sapori, tour in minibus della durata di tre ore in cui è prevista la visita a due cantine del territorio in un gruppo di circa trenta persone. Per tutta la durata della manifestazione le cantine sono aperte e su prenotazione è comunque possibile visitare i loro spazi o prendere parte alle loro iniziative anche individualmente. Per qualsiasi informazione esiste un ufficio in centro a Montefalco, l’ufficio Strada del Sagrantino dove le operatrici sapranno darvi le dritte che state cercando.

Settembre tempo di vendemmia, tempo di vite che dà i suoi frutti, tempo di ripresa e di raccolto, quale modo migliore che festeggiarlo prendendo parte ad un momento come questo? Possiamo solo dirvi che noi siamo tornati felici e soddisfatti del bel tempo passato fra questi dolci pendii, girovagando di cantina in cantina a conoscere persone di cui vi racconteremo nei prossimi giorni.